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Assieme per il Tagliamento

Associazione

RASSEGNA STAMPA 2011

da il Messaggero Veneto Ud del 15 settembre 2011

Dignano - Si intitola “Il Tagliamento, un fiume da amare e da rispettare” l’iniziativa- rientrante in un progetto europeo- che l’associazione di Dignano “Assieme per il Tagliamento” sta portando nei vari territori interessati dal corso del fiume: «gli appuntamenti vedono innanzitutto la proiezione di un documentario nato- come spiega la presidente Franca Pradetto- dalla volontà dell’associazione di offrire l’opportunità di vedere le meraviglie del Tagliamento a tutte le genti dei Comuni insediati lungo il fiume e a tutti colori che riconoscono nel Tagliamento il padre di gran parte della nostra terra, ma soprattutto ai giovani e agli scolari di tutte le età, allo scopo di rendere ognuno più consapevole del patrimonio ambientale di cui dispone e della necessità di amarlo e rispettarlo. E questo non è un obiettivo scontato, dal momento che l’assalto al territorio per la realizzazione di irragionevoli cosiddette grandi opere è sempre all’ordine del giorno». La presidente si dice soddisfatta dall’esito di queste serate, anche di quella tenutasi recentemente a Latisana nell’incontro organizzato dalla Pro Loco «un incontro proficuo- dice la Pradetto- che getta le basi per una fattiva collaborazione. Trovarsi insieme e confrontarsi è già un ottimo risultato. Non è stato facile presentarsi a una platea come quella, dato che da anni le contrapposizioni fra il medio e basso corso si sono fatte via via più aspre. A mio avviso questa situazione è stata creata da una politica che non è mai riuscita a risolvere un problema di sicurezza delle persone a valle e nel contempo trovare soluzioni compatibili che avessero permesso il consenso sociale delle popolazioni a monte» Raffaella Sialino




Casse d’espansione, a ottobre l’alternativa

Camminata naturalistica e convegno a Latisana con l’associazione Assieme per il Tagliamento

da il Messaggero Veneto del 15 settembre 2011
SPILIMBERGO Entro ottobre sarà svelata la soluzione alternativa alle casse di espansione sul fiume Tagliamento. L’indiscrezione arriva da Franca Pradetto, presidente dell’associazione Assieme per il Tagliamento, reduce dal successo di “Gente di fiume, gente di mare”, tradizionale due giorni alla scoperta del grande fiume alpino. Una camminata naturalistica che ha avuto il suo culmine nella serata promossa in collaborazione con l’amministrazione comunale di Latisana che – come sottolineato da Pradetto – è stata foriera di novità e di spunti di riflessione. «Ci siamo trovati di fronte a un pubblico molto caldo – racconta Pradetto – viste le contrapposizioni che da anni intercorrono fra chi risiede nei comuni del medio corso del Tagliamento e chi risiede invece nel basso corso del fiume. Una situazione, a mio avviso, figlia di una politica che non è mai riuscita a risolvere un problema di sicurezza delle persone a valle e nel contempo a trovare soluzioni compatibili che possano godere del consenso sociale delle popolazioni a monte». «Si è trattato di un incontro molto utile – conclude Pradetto – al fine di avviare finalmente un dialogo costruttivo alla ricerca di una soluzione comune, con la promessa, da parte del sindaco di Latisana Salvatore Benigno, di promuovere altri appuntamenti simili e di invitarci alla prossima seduta del consiglio comunale. L’idea è che in quell’occasione l’amministrazione municipale di Latisana inviti anche il vicepresidente regionale e assessore all’Ambiente Luca Ciriani perché possa metterci finalmente al corrente su quale sia la scelta operata dai tecnici del Laboratorio Tagliamento in merito all’opera alternativa alle casse d’espansione».
Guglielmo Zisa ©RIPRODUZIONE RISERVATA


Perde terreno la soluzione del ponte-diga
Tagliamento: si rincorrono le indiscrezioni a ridosso del pronunciamento del “laboratorio”
da il Messaggero Veneto del 26 maggio 2011SPILIMBERGO Le prossime settimane saranno decisive per porre fine all’annoso dibattito sulla questione delle casse d’espansione sul fiume Tagliamento. Stringono, infatti, i tempi per giungere a una definitiva soluzione su cui è tenuto a esprimersi il cosiddetto “laboratorio”, tavolo tecnico fortemente voluto dall’ex assessore provinciale all’Ambiente, Elio De Anna, con lo scopo di trovare valide alternative alle casse d’espansione. Nel frattempo, cominciano a diffondersi alcune indiscrezioni. E’ notizia di ieri che la (da più parti) sostenuta ipotesi di realizzare un ponte–diga tra Spilimbergo e Dignano, idea condivisa dai sindaci dei Comuni rivieraschi e anche dall’associazione ambientalista Acqua, pare essere in realtà meno percorribile del previsto. Alcuni tecnici l’hanno definita come «un’opera idraulicamente inconsistente», e ciò fa pensare che alla fine, tra conferme e smentite, si dovrebbe optare per una soluzione differente. A sollevare più di qualche titubanza sull’idea di realizzare un nuovo ponte era stata, in particolare, la locale sezione della Lega nord. Se inizialmente anche il Carroccio, fra le varie ipotesi di alternativa alle casse, poste e successivamente scartate, aveva appoggiato l’idea di un nuovo ponte, nel momento in cui il progetto è stato posto all’attenzione del laboratorio si era ricreduta. Come affermato dalla segretaria Marina Pellis, «lo sbarramento proposto è un’enorme diga di altezza superiore ai 13 metri (più del ponte attuale) e di lunghezza pari ad oltre 2 chilometri, con setti trasversali gettati in profondità fino a 20–30 metri. Un’enorme colata di cemento fuori e sotto l’alveo». Una soluzione, quella del ponte-diga, spiegava il direttivo del movimento politico, che «sarebbe, per altro, proposta in una posizione a sud completamente sbagliata. Solo l’idea di costruire una diga in quella posizione – insisteva Pellis – dovrebbe far inorridire qualsiasi persona che ha le minime conoscenze idrauliche e ambientali, per non parlare dell’impatto visivo devastante». A poche settimane di distanza, quelle parole sembrano avere sortito più di qualche effetto, sui tecnici del laboratorio. Probabile, quindi, che alla fine l’idea che possa prevalere sia quella di sistemare gli argini a valle di Latisana e di ricalibrare il canale Cavrato.
Guglielmo Zisa  ©RIPRODUZIONE RISERVATA


I Comitati: «Tagliamento, niente dighe»
da Il Gazzettino 18 aprile 2011 -   pagina 06   sezione: PordenoneDIGNANO «Non trova consenso nella gente la costruzione della diga di Pinzano e altrettanto non lo troverà per quella di Dignano». Esordisce così l'associazione "Assieme per il Tagliamento" contraria alla proposta dei sindaci che, in alternativa alle casse di espansione, pensano alla costruzione di un ponte diga a Dignano. «Come si può dire no alla diga di Pinzano - precisa Franca Pradetto, presidente del sodalizio - e proporne una a Dignano spacciandola per "ponte traversa"? Basta prendere in giro la gente per far passare un'opera utilizzando termini impropri, perché il ponte traversa, opera di laminazione tanto caldeggiata dai sindaci, è in realtà una vera e propria diga. Alcuni sindaci presi dalla sindrome di Nimby, "non nel mio cortile", hanno deciso che l'alternativa alle casse di espansione potrà essere solo il ponte diga a Dignano, tutto ciò senza informare la popolazione interessata escludendola dal processo decisionale. La malattia è degenerata a tal punto da far dimenticare, per soli interessi di cortile, gli errori fatti in passato, sbagli che purtroppo hanno dato origine al piano stralcio che prevede ancora oggi la realizzazione delle casse di espansione».


I comitati: nessuna diga sul Tagliamento

da Il Gazzettino 18 aprile 2011 -  pagina 43   sezione: Nazionale

DIGNANO «Non trova consenso nella gente la costruzione della diga di Pinzano e altrettanto non lo troverà per quella di Dignano». Esordisce così l'associazione "Assieme per il Tagliamento" contraria alla proposta dei sindaci che, in alternativa alle casse di espansione, pensano alla costruzione di un ponte diga a Dignano. «Come si può dire no alla diga di Pinzano - precisa Franca Pradetto, presidente del sodalizio - e proporne una a Dignano spacciandola per "ponte traversa"? Basta prendere in giro la gente per far passare un'opera utilizzando termini impropri, perché il ponte traversa, opera di laminazione tanto caldeggiata dai sindaci, è in realtà una vera e propria diga. Alcuni sindaci presi dalla sindrome di Nimby, "non nel mio cortile", hanno deciso che l'alternativa alle casse di espansione potrà essere solo il ponte diga a Dignano, tutto ciò senza informare la popolazione interessata escludendola dal processo decisionale. La malattia è degenerata a tal punto da far dimenticare, per soli interessi di cortile, gli errori fatti in passato, sbagli che purtroppo hanno dato origine al piano stralcio che prevede ancora oggi la realizzazione delle casse di espansione». «I fatti succeduti in questi anni - continua la Pradetto- non sono stati sufficienti a far capire agli attuali amministratori quanto sia pericoloso dare il proprio consenso senza prima aver valutato attentamente l'entità di opere che poi si rivelano devastanti per il territorio: il ponte diga a Dignano che, per trattenere milioni e milioni di metri cubi d'acqua, sarà imponente e impattante, distruggerà per sempre il territorio e metterà in serio pericolo anche le popolazioni che vivono a sud del ponte. Raffaella Sialino


Ponte-diga a Dignano: arriva il no della Lega

Il Carroccio boccia la soluzione alternativa alle casse sul Tagliamentoda il Messaggero Veneto del 10 Aprile 2011PORDENONE. Se il no assoluto a uno sbarramento sul Tagliamento all'altezza della stretta tra Ragogna e Pinzano è ormai un dato di fatto, vista l'opinione comune emersa nell'ultimo incontro dei sindaci rivieraschi, convocato nella sala consiliare di Ragogna, mentre pare sempre più prendere consistenza l'idea che l'unica valida alternativa alle casse d'espansione sia la realizzazione di un ponte-diga tra Spilimbergo e Dignano, a poco meno di una settimana dalle dichiarazioni rilasciate dai primi cittadini delle municipalità coinvolte nel Laboratorio Tagliamento a tornare sull'argomento è la segreteria provinciale della Lega Nord.

Ieri mattina, nella sede del Carroccio a Spilimbergo, si è infatti riunito un vertice convocato dalla segretaria della locale sezione Marina Pellis. Presenti l'assessore comunale Marco Dreosto, Lucia Cozzi, referente per l'ambiente della segretaria provinciale della Lega Nord, e l'ingegner Gianni Mirolo, già assessore durante l'amministrazione spilimberghese guidata dal sindaco Alido Gerussi.

Come sottolineato da Pellis, se inizialmente anche la Lega Nord, fra le varie ipotesi di alternativa alle casse presentate e poi scartate, aveva appoggiato l'idea di un nuovo ponte, nel momento in cui il progetto è stato posto all'attenzione del Laboratorio «ci siamo dovuti ricredere.

Nei fatti lo sbarramento proposto a Spilimbergo è un'enorme diga di altezza superiore ai 13 metri (più del ponte attuale) e di lughezza pari a oltre 2 chilometri, con setti trasversali gettati in profondità sino a 20-30 metri. Un'enorme colata di cemento fuori e sotto l'alveo». Una soluzione, quella del ponte-diga, spiega il direttivo, che peraltro sarebbe proposta in una posizione a sud completamente sbagliata.

«Soltanto l'idea di costruire una diga in quella posizione - insiste Pellis - dovrebbe fare inorridire qualsiasi persona abbia minime conoscenze idrauliche e ambientali, per non parlare dell'impatto visivo devastante».

«Se poi vogliamo entrare nel cuore del problema - prosegue il direttivo - pare che la proposta delle diga a Spilimbergo sia solamente uno strategemma per ottenere i contributi destinati alla messa in sicurezza del fiume e con quelli costruire un ponte-diga necessario soprattutto alla viabilità. Siamo perfettamente consapevoli delle necessità di unire con un nuovo ponte le sponde della provincia di Udine con quelle della provincia di Pordenone - concludono gli esponenti leghisti -, ma riteniamo che la questione dovrebbe essere risolta separatamente dalla gestione delle piene del Tagliamento».



SAN DANIELE

"Assieme per il Tagliamento" e Legambiente: basta segreti

da Il Gazzettino Domenica 13 Febbraio 2011,

SAN DANIELE- L'associazione «Assieme per il Tagliamento» e Legambiente Fvg,

pur con preoccupazione e prendendo atto di molte ambiguità, avevano aderito alla

richiesta dell'allora assessore all'ambiente De Anna di segnalare una propria

rappresentanza tecnica all'interno del «Laboratorio Tagliamento». «Interpretazioni

fantasiose e capziose degli uffici regionali hanno impedito, però, che le

segnalazioni, fatte assieme al Wwf, avessero pieno riscontro da parte della

Regionale - fa notare la portavoce, Franca Predetto -. Pur tra notevoli difficoltà,

abbiamo comunque contribuito all'evolversi dei lavori, con idee e proposte. Ora,

però, con la decisione della seduta del 3 febbraio di non permettere la

partecipazione come uditori ad alcuni collaboratori tecnici di »Assieme per il

Tagliamento" e Legambiente, fa venire totalmente meno il sottile filo che ci legava al

Laboratorio". L'associazione fa notare come da mesi chieda, senza ottenerlo, un

incontro col nuovo assessore Ciriani. «Riteniamo assurdo che le sedute non siano

pubbliche e che proposte e valutazioni emerse non vengano apprese direttamente

e nella loro pienezza».


PINZANO Protestano i sindaci

Torna il fantasma  dello sbarramento sul Tagliamento

da Il Gazzettino  Mercoledì 2 Febbraio 2011,

PINZANO - «Non c'è pace per gli amministratori della Val d'Arzino»: lo affermano i

sindaci di Pinzano, Luciano De Biasio, e di Forgaria, Pierluigi Molinaro. «Già

eravamo impegnati nel gestire la comunicazione con i cittadini, allertati

numerosissimi in recenti assemblee e giustamente preoccupati per un passaggio

autostradale senza benefici per il territorio. Oggi potremmo trovarci coinvolti in un

nuovo seppur antico problema. Trapela infatti che, nelle riunioni tecniche del

Laboratorio Tagliamento qualcuno si appresterebbe a riproporre nuovamente il

famigerato sbarramento o "diga con i buchi" nei pressi del ponte di Pinzano». Una

provocazione inaccettabile, secondo i due amministratori locali, «che, arrivando in

un momento tanto delicato, rischia di gettare benzina sul fuoco. Dev'essere chiaro a

tutti i livelli e senza alcuna possibilità di trattativa che quel progetto è morto e

sepolto fini dalla metà degli anni '80. Non solo, se qualcuno a tavolino vuole

pianificare così sfacciatamente la distruzione di una vallata non potrà che trovare

ancora una volta la più ferma delle opposizioni». «Sarà anche doveroso segnalare il

tutto alle Prefetture - incalzano i due sindaci - perché gli effetti di simili notizie

potrebbero essere ingestibili per noi sindaci. Questo potrebbe essere un altro passo

contro una vallata, contro quelle comunità che hanno scritto pagine di storia, di

tradizioni. I sindaci non possono permettere che questa terra venga martoriata di

nuovo con progettualitàò che azzererebbero quello che i nostri padri e madri hanno

costruito».Lorenzo Padovan © riproduzione riservata


Acqua: «Sul Tagliamento basta una “robusta” manutenzione»

da Il Gazzettino 01 febbraio 2011 -   pagina 08   sezione: Pordenone

SPILIMBERGO. «No a uno sbarramento sul fiume Tagliamento, tanto meno alle casse d’espansione»: a rinforzare quanto già espresso all’unisono dai sindaci di Pinzano al Tagliamento, Luciano De Biasio, e Forgaria nel Friuli, Pierluigi Molinaro, è ora l’associazione ambientalista Acqua per voce del suo presidente Renzo Bortolussi. «Le recenti dichiarazioni dei sindaci ci danno l’opportunità di ribadire le nostre ferme intenzioni e motivazioni di assoluta contrarietà alle casse d’espansione o a sbarramenti o dighe a Pinzano a favore di una “robusta” manutenzione sui fiumi con prelievo di eccedenti inerti, purtroppo ancora osteggiata da quel cosiddetto ambientalismo che in Italia non ha praticamente più consenso».
«Anzi – rincara la dose Bortolussi – siamo dell’idea che un certo integralismo ambientale, come nella favola di chi grida troppe volte al lupo, faccia più danni degli stessi speculatori. Sul caso di una presunta diga a Pinzano – chiarisce il presidente di Acqua – pochi forse sanno o sono informati che già nel 1970 la commissione ministeriale De Marchi mostrava non poche perplessità sulla costruzione di manufatti nell’area, tanto da sottolineare e verbalizzare le difficoltà di realizzazione per l’enorme spessore della coltre alluvionale esistente sul sito». Commissione De Marchi che – aggiunge Bortolussi – aveva proposto, tra l’altro, anche la continuazione a monte del Cavrato, idea abbandonata per i troppi costi. «Persino l’amministrazione comunale di Latisana – osserva Bortolussi – ha compreso che è ora di chiudere definitivamente il “casus belli”. Auspichiamo che il prossimo incontro dei tecnici del Laboratorio Tagliamento previsto per giovedì possa fissare proposte conclusive».
«Va ricordato – conclude Bortolussi – che il Tagliamento, in tutti questi anni, non ha causato alcun pericolo, nonostante l’addizionale apporto di acqua del Corno, ed è pertanto verificata l’inutilità di opere di costrizione delle acque». 
(g.z.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA



Ambiente: Ciriani, laboratorio tagliamento per tutelare fiumi

da Pordenone Sette 29/1/2011

Diffida a Tondo sul Tagliamento 
Perorata la soluzione della traversa laminante con ponte a Dignano


da il Messaggero Veneto del 7 dicembre 2011


PINZANO. Una diffida al presidente della Regione Renzo Tondo perché, nel documento di sintesi del Laboratorio Tagliamento, si tenga conto della soluzione “B - Traversa laminante con ponte a Dignano”, ulteriore studio di valutazione sottoscritto dal geologo Gian Paoli Droli e dall’ingegner Antonio Del Zotto. A promuovere l’azione l’associazione ambientalista Acqua, come spiegato dal presidente del sodalizio Roberto Corai: «Dopo avere accertato che nell’ultimo documento di sintesi non compaiono né i trattati relativi al Tagliamento attuati dalla commissione De Marchi, e in particolare sono state omesse le note che evidenziavano già negli anni Settanta le perplessità di una diga a Pinzano, né l’esame dello studio Serteco - università di Udine del 1984 (“Malgrado sia anch’esso elencato nella bibliografia”), i cui effetti, depositati dal nostro legale al Tribunale superiore delle acque pubbliche, individuano le possibili soluzioni alla mitigazione delle esondazioni, abbiamo deciso di muovere questa azione perché si faccia luce su queste omissioni». Inoltre, aggiunge Corai, «nel documento di sintesi manca ogni riferimento alla dovuta manutenzione del fiume, elemento che invece potrebbe risultare risolutivo ricordando che, mentre altri fiumi sono esondati, in questi ultimi 45 anni il Tagliamento non ha dato alcun problema per la sua capacità di autoregolazione». Da qui la diffida «all’ente preposto ad approvare decreti e/o delibere che non tengano conto di questi documenti», con l’invito a includervi l’ultimo studio dal quale emergono «elementi idrogeologici che interagiscono con l’opera proposta e che tali elementi costituiscono nell’insieme un impatto ambientale fortemente positivo nel suo complesso», fermo restando, conclude Corai, «che la soluzione progettuale definitiva dovrà essere, comunque, quella indicata dalla Vas e dalla Via».
(g.z.)  ©RIPRODUZIONE RISERVATA