Assieme per il Tagliamento

Associazione

Al Presidente del Consiglio regionale

Regione autonoma Friuli Venezia Giulia


I SOTTOSCRITTI CITTADINI CHIEDONO CHE VENGA FERMATO E  SOSTANZIALMENTE RIPENSATO IL PROGETTO RIGUARDANTE

LA VARIANTE STRADALE SUD DI DIGNANO

PERCHE’:


          COSTEREBBE BEN 17 MILIONI DI EURO PER POCO PIU' DI UN CHILOMETRO DI STRADA SOLDI PUBBLICI DI TUTTI I CITTADINI DEL FRIULI VENEZIA GIULIA

L’ipotesi di evitare l’attraversamento del centro abitato di Dignano mediante la realizzazione di una circonvallazione a sud del paese che costerà oltre 13,3 milioni di Euro al chilometro risale a oltre 30 anni fa. L’opera risultava inserita prima nel Piano Urbanistico Regionale del 1978 e successivamente nel Piano Regionale della Viabilità, approvato nel 1989. L’indispensabile attualizzazione del progetto alla luce delle esigenze odierne e degli impatti sull’ambiente, sul paesaggio e sulla struttura insediativa dei territori interessati non è stata eseguita.

          INUTILE

La variante avrebbe lo scopo di allontanare dal centro del paese il forte flusso di traffico pesante che uno studio di 10 anni fa aveva quantificato in 669 passaggi/ora. Una recente indagine, eseguita con gli stessi criteri, rileva che i mezzi pesanti in transito nel capoluogo sono pari a 194 unità/ora con un calo in percentuale di oltre il 70% rispetto al precedente studio. Alla luce di questi nuovi dati, non sembra più giustificabile un’opera di questo genere.

          PERICOLOSO E NON RISOLUTIVO

Il congestionamento del traffico si  verifica soprattutto sul ponte che attraversa il Tagliamento, costruito quasi cento anni fa e ora decisamente inadeguato a sopportare il traffico veicolare moderno. Appare illogica la volontà di innestare la variante in progetto su un ponte obsoleto e  spesso sede per questo motivo di numerosi incidenti.

          SI E' DECISO DI NON SOTTOPORRE IL PROGETTO ALLA PROCEDURA DI VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE (VIA)

Che avrebbe permesso di considerare e analizzare, le soluzioni alternative e gli effetti dell’opzione zero. Il progetto inoltre non è sostenuto da una necessaria analisi costi–benefici.

          RISCHIOSO

Il Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico del fiume Tagliamento indica che la variante di Dignano ricade interamente in area a pericolosità idraulica elevata. Tale opera, specialmente nella forma progettuale che ha attualmente (in rilevato), è un manufatto che concorre a ridurre la sezione di deflusso disponibile in caso di piena portando ad un ulteriore incremento della pericolosità idraulica nel tratto di fiume considerato. La conseguente riduzione dell’area golenale, spazio che serve al fiume per poter esondare, è amplificata dal fatto che la variante in progetto si innesterà su un lungo ponte a campate multiple e luce ridotta, che costituisce già di per sé ostacolo al deflusso di legname e altro materiale flottante durante le piene.

          NON C'E' STATA TRASPARENZA  

     le decisioni sono state prese escludendo completamente la partecipazione delle comunità interessate, che non hanno potuto conoscere valutare e decidere tra le possibili alternative.


RICORDANDO LE DICHIARAZIONI PROGRAMMATICHE DELLA PRESIDENTE SERRACCHIANI

SULLA NECESSITÀ DI  RIPENSARE E RIMODULARE UNA SERIE DI OPERE PREVISTE DECENNI FA,

COMPRESA LA VARIANTE DI DIGNANO,


SI CHIEDE l’avvio di un nuovo percorso decisionale da sviluppare entro una revisione generale e sostanziale del Piano Regionale delle Infrastrutture di Trasporto, della Mobilità delle Merci e della Logistica, che oggi contiene e giustifica questo ed altri progetti di opere previste da decenni.

CHE PERSEGUA

- l’obiettivo di favorire nuove modalità di trasporto delle persone e delle merci nell’area di progetto, minimizzando gli impatti sull’ambiente-paesaggio e con maggiori vantaggi per il sistema insediativo interessato.

CHE ASSUMA

- obiettivi di sostenibilità ambientale e sociale su cui valutare la coerenza delle scelte attuate, accompagnati da una valutazione dei costi e dei benefici delle opere previste nonché delle necessarie alternative progettuali, tra cui sia compresa l’opzione zero;

- l’obiettivo di attivare un processo decisionale inclusivo e partecipato, dando modo alle comunità locali ed agli altri soggetti interessati di conoscere, valutare e decidere tra le diverse opzioni di carattere territoriale, sociale ed economico;



CHE PREVEDA

- la realizzazione esclusivamente degli interventi infrastrutturali ritenuti necessari, adeguatamente motivati e coerenti con gli obiettivi del piano stesso.

Petizione contro il Piano infrastrutture
28 settembre 2013 —   pagina 15   sezione: Pordenone

Tornano a chiedere il dietrofront sul progetto della variante stradale sud di Dignano gli ambientalisti e stavolta lo fanno dando il via a una petizione popolare indirizzata alla Regione. La sottoscrizione, presentata ieri da Legambiente Fvg e dai comitati «Assieme per il Tagliamento» e «Uniti per l’ambiente», punta a una revisione generale del Piano regionale delle infrastrutture di trasporto, mobilità, merci e logistica che, oltre alla citata variante, contiene a detta degli ambientalisti opere vecchie anche di trent’anni, sulla cui utilità andrebbero effettuate approfondite verifiche. Quelle che i comitati hanno voluto realizzare a proprie spese per la variante di Dignano scoprendo una realtà ben diversa dall’istantanea realizzata a suo tempo da Fvg strade. Così, almeno, stando ai flussi di traffico lungo il ponte di Dignano rilevati dal Roberto Camus. Se uno studio realizzato nel 1998 e aggiornato nel 2010 quantificava in 699 i passaggi di mezzi pesanti ogni ora, il rilievo di Camus, risalente allo scorso marzo ed «eseguito – ha garantito il prof – con gli stessi criteri», rileva invece che i mezzi pesanti equivalenti in transito orario (ognuno dei quali equivale a 2,5 auto) sono appena 194, «significa – ha aggiunto il docente – che parliamo di circa 70 camion l’ora». (m.d.c.)

RASSEGNA STAMPA

Seduti al tavolo: il presidente Franco Iacop, Walter e Italo Vidusso del comitato "Uniti per l'ambiente" di Dignano contro la variante sud, Archimede responsabile del basso corso del fiume di Assieme per il Tagliamento, Franca Pradetto,  Lucia Del Fabbro e  Eliana raccoglitrici di firme entrambe di Assieme per il Tagliamento, Boem Vittorino presidente della quarta commissione, Giulio Lauri vice presidente della quarta commissione ambiente, Elia Mioni presidente regionale di Legambiente. Tra gli altri  presenti vi erano i consiglieri regionali Elena Bianchi, Eleonora Frattolin, Cristian Sergo e Ilaria Dal Zovo del M5S.

(Italfoto)


PRESENTAZIONE DELLA PETIZIONE                                                      


Egregio Presidente, siamo qui oggi per consegnare nelle Sue mani le 5400 firme di cittadini residenti nella nostra Regione che chiedono venga definitivamente fermato il progetto della strada denominata “Variante Sud Dignano”.


Sono Franca Pradetto, presidente di “Assieme  per il Tagliamento”, comitato sorto nel 2004 con l'obiettivo di tutelare il Tagliamento, fiume dalle caratteristiche oramai uniche perché mantiene ancora in buona parte il suo stato naturale particolarità che lo differenzia da molti altri corsi d'acqua e oggetto di importanti studi naturalistici.


Questo comitato non si distingue solamente per essersi opposto alle casse di espansione ma, principalmente per essersi impegnato durante i suoi 10 anni di attività, con le proprie risorse, nel promuovere iniziative dirette alla ricerca di soluzioni che abbiano lo scopo di salvaguardare la sicurezza  delle persone a rischio alluvioni che risiedono lungo i paesi rivieraschi e tutelino l'ambiente floro faunistico.


Tra le iniziative più importanti ricordiamo il convegno dal titolo “Gestioni fluviali a confronto, quale soluzione per il Tagliamento”, (di cui Le consegno gli atti,) svoltosi a San Daniele nel 2008, durante il quale sono intervenuti  studiosi provenienti da tutta Europa e dove si è parlato di controllo dei fiumi e in particolare di sicurezza. Da questo incontro sono emerse  importanti indicazioni da adottare per evitare le alluvioni, prima fra tutte la prevenzione.


Di fatto, per prevenire i rischi alluvionali, le precauzioni  più auspicate dagli esperti sono rivolte al rispetto delle aree fluviali, e cioè ai vincoli imposti dai Piani idrogeologici di bacino individuati dalle Autorità competenti.


Per entrare nel merito della questione desideriamo far notare che, secondo il Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico del fiume Tagliamento, la variante di Dignano ricade interamente in Area Fluviale F- a pericolosità idraulica molto elevata. L’opera in questione (la rotatoria quanto l’intera asse viaria), costruita su terrapieno, è un manufatto che concorre a ridurre la sezione di deflusso disponibile in caso di piena.  Non ci si può dimenticare che l'area golenale, che verrebbe arginata dall'attraversamento dell'opera, durante l'alluvione del 1966 fu completamente allagata  contenendo le acque e quindi permettendo che i disastri verificati  a Latisana fossero più contenuti.


la Direttiva Quadro relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi da alluvioni (Direttiva 2007/60/CE) si pone l’obiettivo, mediante la predisposizione del Piano di Gestione del Rischio Alluvioni, di ridurre le conseguenze negative per la salute umana, nonché di ridurre i possibili danni all’ambiente, al patrimonio culturale e alle attività economiche.


Per queste ragioni, attualmente  l’Autorità di Bacino e le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia hanno avviato il percorso, di cui alla sopraccitata “Direttiva Alluvioni”, che prevede la predisposizione del piano di gestione del rischio alluvioni che interessa anche il bacino del Tagliamento;  (tavolo di cui stiamo partecipando anche noi )


Gli obiettivi sono quelli di giungere alla predisposizione del Piano di gestione attraverso tappe intermedie tra cui quella riguardante la redazione delle mappe di pericolosità e di rischio.


Pertanto, il progetto della “Variante Sud di Dignano”, che ricade in area “fluviale” del Tagliamento, come definita dal relativo P.A.I., non può che essere verificato e confrontato successivamente all’esito degli studi e delle analisi idrauliche sul reale stato di pericolosità dei territori sottesi al bacino idrografico del fiume;

il progetto, è quindi incompatibile con quanto previsto nelle norme di attuazione del Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico del fiume Tagliamento entrate in vigore, quali norme di salvaguardia, il 1° dicembre 2012 dove nell’art. 13 si prescrive che nelle aree fluviali “…sono escluse tutte quelle attività e/o utilizzazioni che diminuiscono la sicurezza idraulica e, in particolare, quelle che possono:

a. determinare riduzione della capacità di invaso e di deflusso del corpo idrico fluente;

b. interferire con la morfologia in atto e/o prevedibile del corpo idrico fluente;…”.

L’art 8, comma 4 di dette norme prescrive inoltre che: “Al fine di non incrementare le condizioni di rischio nelle aree fluviali e in quelle pericolose, […] tutti i nuovi interventi, opere, attività consentiti dal Piano o autorizzati dopo la sua approvazione, devono essere tali da:

a. mantenere le condizioni esistenti di funzionalità idraulica o migliorarle, agevolare e

comunque non impedire il normale deflusso delle acque;…”.


La riduzione di sezione di deflusso sopra descritta è amplificata dal fatto che l’opera in progetto si innesterà su un lungo ponte a campate multiple e luce ridotta che costituisce già di per sé ostacolo al deflusso del carico flottante durante le piene.


Egregi Consiglieri, le istituzioni pubbliche hanno il dovere di effettuare tutti gli studi e gli specifici approfondimenti tecnici per dare conto, in maniera trasparente e comprensibile alla comunità locale, della compatibilità tra l’intervento ipotizzato e la presenza di un rischio per l’incolumità delle persone che vivono ed operano nel territorio interessato.

E' da troppo tempo oramai che assistiamo ad eventi devastanti che provocano la distruzione dell'ambiente e la conseguente perdita di vite umane causate principalmente da dissesti idrogeologici dovuti in buona parte per opera della mano dell'uomo che pur di costruire opere in ogni dove presta  poca attenzione al territorio e scarso rispetto per le regole violando le norme più elementari di buon senso.

Pertanto, in merito al progetto della “Variante Sud di Dignano” e alle sue ricadute negative sull’assetto idrogeologico del fiume Tagliamento, sull’ambiente, sul paesaggio e sulle strutture insediative dei territori interessati  Vi chiediamo di intervenire per porre fine al dissesto dell'area relativa al Tagliamento attraverso la cancellazione del progetto stradale in questione oppure se necessario lo studio di una alternativa maggiormente compatibile con l'ambiente e la sicurezza.  

Ringrazio di cuore per l'attenzione


Franca Pradetto Battel
Presidente del Comitato “Assieme per il Tagliamento


30 gennaio 2014

Vedi anche


Convegno 6/2015

Fattibilità ambientale del progetto "Variante Sud di Dignano"

- parte 1/3 - parte 2/3 - parte 3/3