ASSIEME PER IL TAGLIAMENTO
ASSOCIAZIONI e COMITATI DICONO
NO ALLE CASSE DI ESPANSIONE!
sul Fiume Tagliamento
Rassegna stampa 1998 -1999 -
2000 -2001 -2002 -2003 - 2004 - 2005 - 2005-1 -L'ambiente naturale
2007
RASSEGNA STAMPA 2007
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da Il Messaggero Veneto del 28/12/2007
da Il Gazzettino del 27/12/2007
DIGNANO Accolto con favore l'ordine del giorno votato dal consiglio regionale: finché non ci sarà un progetto alternativo per il Tagliamento non si abbasserà la guardia
Casse di espansione, a gennaio il comitato tornerà a RomaDignano «Speriamo non sia solo campagna elettorale in vista delle regionali del 2008...Il presidente Illy nel corso della sua campagna elettorale del 2003 ebbe a dire: in questa regione dobbiamo costruire una vera coscienza ambientale». Il comitato di "Assieme per il Tagliamento", l'associazione che da tempo si batte contro il progetto delle "casse di espansione " per la messa in sicurezza del Tagliamento, accoglie ovviamente con favore l'ordine del giorno votato venerdì dal Consiglio Regionale contro un progetto a lungo contestato e sul quale il livello di attenzione è tutt'ora elevato. In una nota gli aderenti ad "Assieme per il Tagliamento" esprimono tuttavia l'auspicio che questo importante atto politico non sia solo uno spot elettorale ma anche e soprattutto un segnale di svolta ad una pagina che non merita ricordi sui temi ambientali. L'elenco delle cose che il presidente Illy ha promesso durante la campagna 2003 ma che non ha fatto, a giudizio di "Assieme per il Tagliamento" è terribilmente lungo. A tal proposito si lancia pure l'invito a consultare un video pubblicato su internet, all'indirizzo: www.assiemeperiltagliamento.org. «Una persona incapace di vedere le questioni da punti di vista diversi dall'unico che ritiene giusto - prosegue ancora la nota - Il suo non terrà certamente conto del parere che il Consiglio regionale ha espresso durante la seduta del 20 dicembre». «L'effetto di questo importante atto politico potremmo verificarlo solo nei prossimi mesi, perchè se la Regione intendesse veramente dare seguito al pronunciamento del Consiglio, dovrebbe quantomeno istituire un tavolo di lavoro coinvolgendo tutti i Comuni rivieraschi, le associazioni ambientaliste, i comitati, per concretizzare un piano integrato a scala di bacino di tutto il fiume, nell'interesse sia della sicurezza delle popolazioni a valle, sia della conservazione di un ambiente fluviale unico qual è quello del Tagliamento». Sino a quando non ci sarà un progetto alternativo a quello delle casse , "Assieme per il Tagliamento" non abbasserà comunque la guardia. Nel mirino rientra soprattutto lo sciaugurato "Piano Stralcio", causa di opere di laminazione previste da una legge dello Stato, che potrebbero legalizzare e giustificare chi, in nome della sicurezza, vuole invece fare i propri interessi. Sull'Odg del Consiglio regionale, la presidente di "Assieme per il Tagliamento", Franca Pradetto, rivendica grande merito sull'azione pressante dei Comitati ambientalisti, di molti Comuni, del Wwf e di migliaia di cittadini che hanno sottoscritto la causa contro le "casse " con migliaia di firme. «Conservare un ecosistema fluviale importante come quello del Tagliamento lo si può fare anche senza distruggere il sito come avverrebbe con le "casse "» afferma la Pradetto. A gennaio "Assieme per il Tagliamento" sarà di nuovo a Roma con l'intento di far annullare definitivamente il piano stralcio.
Ivano Mattiussi
da Il Gazzettino del 22/12/2007
Udine - Non è pace, bensì armistizio. ...Udine - Non è pace, bensì armistizio. L'auspicio è che possa registrarsi presto la fine della contrapposizione tra Riccardo Illy e Romano Prodi, separati dalle modalità con cui il Governo ha fatto inserire nella Finanziaria dello Stato per il 2008 la norma riguardante le compartecipazioni della Regione ai tributi trattenuti ai pensionati.
IL NODO.È una questione che non riguarda solo la quota stanziata con il nuovo anno da Roma per il Friuli Venezia Giulia (20 milioni di euro, pari a circa il 10\% di quanto effettivamente spetterebbe) ma anche il fatto che non si fissa alcun termine certo per l'applicazione definitiva della norma, condizionandola alla devoluzione di ulteriori competenze, con il rischio che in futuro le somme possano essere annullate dal parlamento.
AVVISO.Questi difetti sono stati ben evidenziati, ieri a Roma, da Illy sia al premier Prodi che al ministro delle Finanze Tommaso Padoa Schioppa, oltre che ad altri membri del Governo. «Ho ribadito - ha riferito poi Illy - la posizione per cui il comma dell Finanziaria è incoerente con il decreto del 31 luglio scorso. Se non verrà modificata, e in fretta, impugneremo la legge mentre al momento provo disagio nel ricandidarmi. Al ministro Padoa Schioppa ho ricordato che la Regione chiede quanto le spetta e nulla di più: abbiamo assunto le competenze per il trasporto pubblico locale senza avere maggiori risorse; non abbiamo ricevuto i 120 milioni per la maggior crescita sanitaria in altre regioni e con l'eliminazione della benzina di zona franca lo Stato incasse rà 100 milioni in più all'anno».
CATASTO. Se sulla questione Irpef dei pensionati, insomma, si continua a trattare, meglio è andata su altri fronti. Il consiglio dei ministri, alla presenza di Illy, ieri ha approvato il decreto di attuazione dello Statuto del Friuli Venezia Giulia per le competenze in materia di catasto, che saranno trasferite poi agli enti locali, cui andranno anche le risorse derivate dai diritti catastali. Inoltre è prevista la sperimentazione, in massimo tre nuovi comuni, del sistema tavolare, eredita austroungarica che dà la certezza in materia immobiliare, visto che ogni atto di compravendita sarà certificato dal giudice tavolare, che farà fede nei confronti di terzi.
TAGLIAMENTO. Stipulato anche l'atto aggiunto al protocollo siglato un anno fa tra Regione e Governo, peraltro quasi totalmente rispettato. «Abbiamo chiesto che il Governo faccia definitivamente chiarezza sulle casse d'espansione lungo il Tagliamento - ha chiarito Illy - un intervento previsto da atti statali che, al momento, la giunta deve rispettare. Non volendo violare le leggi, non attueremo l'ordine del giorno votato dal Consiglio regionale e sfido chi, della maggioranza, si è espresso a favore di questo documento a firmare per coerenza anche una mozione di sfiducia del presidente della Regione, visto che non intende attuarlo. Questi consiglieri si assumeranno poi le conseguenze delle loro scelte».
CASTELLO E ALTRI PUNTI.Oltre alle questione delle infrastrutture dei trasporti (Autostrade e alta velocità ferroviaria), sicurezza, e giustizia, si prevedono impegni per la ridefinizione, anche attraverso compensazione, della delimitazione della circoscrizione portuale di Trieste; l'avvio della fondazione di Aquileia e del percorso atto a trasferire alla Regione le funzioni in materia di istruzione; trasferimento di altri beni demaniali, a partire - per il particolare significato culturale e simbolico - dal Castello di Udine, sede dei musei civici; l'attivazione di un sistema informativo sperimentale per la creazione di una prima banca dati regionale dei donatori di organi, anche attraverso efficaci e trasparenti forme di comunicazione ai cittadini; fondi per la bonifica dei siti inquinati di Grado-Marano e di Trieste, con la ridefinizione delle aree interessate.
Lorenzo Marchiori
da Il Gazzettino del 21/12/2007
Tagliamento, dal Consiglio stop alle CasseTrieste - Stop a tutte le procedure autorizzative relative alla realizzazione delle casse di espansione sul Tagliamento. È l'effetto provocato da un ordine del giorno che - primo firmatario il leghista Fulvio Follegot - ieri sera, nel corso della maratona legata ai conti della Regione è stato approvato con 18 voti contro 17. Ad appoggiare il documento del leghista pordenonese anche alcuni esponenti della maggioranza. Resta da capire cosa accadrà ora. «Con il voto - spiega Follegot - vengono sospese tutte le autorizzazioni che erano state approvate dalla giunta regionale nei mesi scorsi. Si tratta di un successo perchè non eravamo mai arrivati sino a questo punto. Ora si potranno riaprire i confronti con le popolazioni interessate e rivedere anche la progettazione. Del resto il consiglio regionale si era già espresso nel 2006 chiedendo una rivisitazione del progetto, ma di tutta risposta l'esecutivo era andato avanti. Ora sarà costretto a sospendere tutto».
da Il Gazzettino del 19/12/2007
FORGARIA Presentate le osservazioni del Comune: «Perchè il Sic non corrisponde al parco naturale?»
Cimpello-Gemona, chiesto un altro tracciatoForgaria - Facendo proprie le serie preoccupazioni sul danno ambientale che potrebbe deriverebbe sull'oasi dei laghetti di Cornino (ex cava Pakar) con la prevista arteria Cimpello-Gemona, l'Amministrazione civica di Forgaria ha predisposto un pacchetto di osservazioni sul PTR (Piano Territoriale Regionale) da presentare quanto prima all'attenzione dei vertici della regione. Il primo punto in discussione è il tracciato proposto dal PTR ma la Giunta comunale, il Consiglio nonchè una qualificata rappresentanza di cittadini forgaresi interessati alle politiche di pianificazione, gestione e valorizzazione del territorio, ritengono che se venisse attuato arrecherebbe danni "gravissimi" ad una delle aree di valore ambientale più pregiate e spendibili del territorio comunale. Nei piani dell'Amministrazione civica i laghetti Pakar (sono stati acquisiti proprio recentemente) rientrano in un fulcro di attività mirate ad incentivare l'interesse turistico per la zona, assieme ad "albergo diffuso" su Monte Prat, la Riserva Naturale del lago di Cornino ed il Parco culturale di Castelraimondo. "Chiediamo quindi una soluzione di tracciato meno impattante di quello proposto dal PTR - afferma il vicesindaco di Forgaria, Pierluigi Molinaro - La nostra proposta è che l'attraversamento del Tagliamento venga fissata più a valle e con tracciati viabili attraverso aree di minor pregio ambientale". Un'altra osservazione critica al PTR riguarda tutti i vincoli e le indicazioni di perimetrazioni paesaggistiche e naturalistiche che si sono venute sovrapponendo negli ultimi anni e che incombono sul territorio comunale. Ad d'esempio non è facile capire perchè il perimetro del SIC (Sito d'Interesse Comunitario) non corrisponda a quello della Riserva naturale, nè perchè l'ambiente naturale del Tagliamento, risulti chiazzato a pelle di leopardo, con perimetrazioni diverse, raramente coincidenti e sovrapposte, e che producono sempre ostacoli alla pianificazione locale e all'uso del territorio. Vincoli che si alterano per far passare una superstrada, o per scavare casse di espansione , ma che si richiudono prontamente creando mille difficoltà alle esigenze dell'Amministrazione comunale, di proporre sbocchi operativi e pragmatici alla propria economia di piccola scala. Da Forgaria parte perciò la proposta di valutare sulla materia, anche in sede normativa, una semplificazione razionale, al fine di ottemperare unitamente all'esigenza di tutela del territorio.
Ivano Mattiussi
da Il Gazzettino del 16/12/2007
Dal consiglio "no" alle casse di espansione e ai vincoli per il centro. Si chiede invece sostegno all'agroalimentare
Il Comune "corregge" il piano territoriale della RegioneSan Daniele - Il Comune di San Daniele ribadisce il "no" alle casse di espansione per la messa insicurezza del Tagliamento, mentre per quanto riguarda il vincolo ambientale previsto dal Ptr (Piano territoriale regionale) ne chiede una riduzione. Sono le principali osservazioni che il consiglio comunale, su proposta delle commissioni urbanistica e lavori pubblici, porterà all'attenzione dei vertici della Regione. San Daniele è da sempre in decisa opposizione al progetto delle "casse ", assieme ai Comuni di Ragogna, Pinzano, Dignano e Spilimbergo. Ma il sindaco Marco Pascolini, rileva come sul Piano territoriale regionale continuino a venire citate nonostante le vibrate e ripetute proteste che si sono succedute nel tempo, non solo da parte delle popolazioni dei cinque Comuni direttamente interessati, ma pure di diversi altri coe la provincia di Udine e quella di Pordenone.«Dopo gli ultimi eventi che hanno visto la Regione passare il pallino delle decisioni al Governo - afferma il sindaco Pascolini - chiediamo che il progetto "casse " non sia ufficializzato sul Ptr». Altro punto ribadito dal Piano territoriale regionale e che riguarda proprio San Daniele, è l'eccessivo vincolo ambientale previsto per tutto il centro cittadino. Il consiglio comunale lo ritiene eccessivo e soprattutto penalizzante per la popolazione per via dei lunghi tempi burocratici per le concessioni. È il motivo per cui ha chiesto che il vincolo ambientale venga limitato al solo centro storico.Altra osservazione portata all'attenzione della della giunta Illy riguarda le cosiddette "zone di sviluppo" sulle quali la Regione intende investire e che non comprendono l'Agroalimentare sandanielese. Fra i provvedimenti ratificati dall'assemblea civica, figurano il regolamento sul nido d'infanzia comunale nonchè la costituzione di un gruppo di lavoro interdisciplinare, per analisi e valutazione in ordine all'acquisizione del teatro "Teobaldo Ciconi".Nell'intervallo di seduta s'è svolto il cerimoniale di consegna dei riconoscimenti agli atleti segnalatisi dell'Associazione sportiva bocciofila San Daniele. La compagine del presidente, Valentino Cescutti, è infatti reduce di una stagione memorabile nel campionato di serie A. Cinque propri atleti possono vantare di avere vinto i titoli nazionali 2007 per categoria; Andrea Alto nell'individuale mentre il titolo italiano a squadre è andato a Davide Cumero, Bruno Cainero, Denis Zambon e Dino Di Fant.
Ivano Mattiussi
da Il Gazzettino ed.Ud di domenica 23 settembre 2007
TAGLIAMENTO «La giunta regionale ha travisato i lavori della commissione»
Ricorso Wwf per le casse
Presentato al Tribunale superiore delle acque pubblicheUdine - Agli uffici della Regione è già stato notificato e in questi giorni sarà depositato al tribunale superiore della Acque pubbliche. Si tratta del ricorso proposto dal WWF Italia contro la delibera della Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia n.1306 del 1 giugno 2007 di approvazione del progetto preliminare relativo alla realizzazione delle opere per la laminazione delle piene nel medio corso del fiume Tagliamento. Il riferimento è chiaro e porta direttamente al progetto delle tre casse d'espansione , più altri manufatti in cemento nel sito d'importanza comunitaria "Greto del Tagliamento" tra il ponte di Pinzano a monte e il ponte di Dignano a valle, il cui impatto per gli ambientalisti e per le amministrazioni del Comuni rivieraschi comporterebbe un impatto e un sicuro pregiudizio ad habitat fluviali plurivincolati. Il Wwf nel ricorso denuncia l'eccesso di potere della delibera della Giunta per aver completamente travisato i reali esiti della Commissione regionale Lavori pubblici che esaminato il progetto. «Durante l'ultima riunione di quella commissione- ricorda il Wwf -venne espresso parere sfavorevole al progetto preliminare da parte della maggioranza, tra cui i cinque sindaci dei comuni interessati e dal rappresentante della Soprintendenza dei beni architettonici e per il paesaggio» Da qui la convinzione per l'associazione ambientalista dell'«evidente illegittimità dell'approvazione e della successiva autorizzazione di spesa pari a quattro milioni di euro, senza preoccuparsi minimamente di motivare tale decisione». Amara la conclusione del Wwf: «Si sono persi altri cinque anni in cui si sarebbero potuti fare passi in vanti verso una soluzione sostenibile del problema, lavorando a scala di bacino, tenendo conto delle esperienze europee più avanzate e degli indirizzi comunitari».
da Il Gazzettino ed.Ud di sabato 22 settembre 2007
LATISANA
Alluvione del 27 maggio, i cittadini mettono sotto accusa sistema fognario e manutenzione dei canaliLatisana - Sistema fognario obsoleto e cattiva manutenzione dei canali: per i cittadini latisanesi intervenuti al primo incontro organizzato dall'Amministrazione comunale giovedì sera al polifunzionale sono questi gli aspetti che hanno contribuito agli allagamenti del 27 maggio. Nemmeno i dati statistici e le formule matematiche utilizzate dai tecnici e dagli ingegneri per spiegare l'eccezionalità della portata dell'evento meteorico che si è abbattuto sulla città - e per il quale è stato tra l'altro riconosciuto lo stato di calamità naturale - è servito per convincere totalmente i presenti. Per loro infatti se i canali del Consorzio di bonifica fossero sottoposti ad una manutenzione continua, se gli impianti idrovori avessero funzionato correttamente e se non fossero stati realizzati alcuni interventi urbanistici, i danni arrecati dall'eccezionale ondata di maltempo sarebbero stati minori. Il sindaco Micaela Sette, dopo aver stemperato gli animi dei più arrabbiati, ha tranquillizzato i partecipanti all'incontro: «Se vi sono delle responsabilità da parte di qualcuno - ha infatti affermato il primo cittadino latisanese - state certi che saranno individuate, in quanto è in corso un'indagine della Procura dopo che le associazioni ambientaliste che si oppongono alla realizzazione delle casse di espansione sul fiume Tagliamento hanno presentato un esposto per accertare eventuali responsabilità». «Noi - ha rincarato Micaela Sette - siamo tranquilli perché sappiamo di aver fatto tutto ciò che era possibile con i mezzi che avevamo a disposizione ma l'evento che ci ha colpito è stato imprevedibile e di portata eccezionale». Quanto infine alle modalità e alle tipologie dei risarcimenti, il sindaco ha confermato che è necessario attendere l'emanazione del regolamento attuativo e l'indicazione dell'entità dei finanziamenti regionali e statali che saranno contenuti nelle prossime finanziare. A giorni comunque si conoscerà l'importo della prima trance dei finanziamenti regionali stanziati alla protezione civile per avviare i primi interventi urgenti per la messa in sicurezza idraulica del territorio. A Paludo il prossimo appuntamento con la cittadinanza il 24 settembre presso le scuole di via Tisanella alle ore 20.30. A.B.
da Il Gazzettino Online di giovedì 20 settembre 2007
LATISANA Votato all'unanimità l'ordine del giorno che dà mandato al sindaco di incalzare il governo di Trieste
«Sicurezza, non si perda tempo»
Tagliamento, consiglio comunale compatto nel sollecitare la Regione a procedereLatisana - In attesa di conoscere gli esiti dell'incontro convocato dall'assessore regionale all'ambiente Moretton con le comunità interessate all'attuazione del piano sicurezza del Tagliamento in programma a Udine il 18 settembre, a Latisana si ribadisce la necessità di procedere con le opere previste per la messa in sicurezza della città. Votato all'unanimità l'odg che dà mandato al sindaco Micaela Sette di esprimere il disagio e la preoccupazione per un'eventuale messa in discussione degli interventi previsti nel piano stralcio per la messa in sicurezza del fiume. Il consiglio comunale latisanese si oppone all'ipotesi di riapertura del Piano e richiede urgentemente alla Regione che siano stanziati i fondi per completare i lavori di diafframatura degli argini relativi al basso corso. In merito invece alle opere di laminazione previste nel medio-alto corso del fiume, il consiglio comunale richiede che l'iter procedurale avviato, dopo scelte progettuali che al tempo furono condivise con le popolazioni interessate, prosegua, in quanto tali interventi sono indispensabili per garantire la sicurezza dei cittadini, del territorio e delle attività insediate nel basso corso del Tagliamento. Il consiglio ha rilevato anche la necessità che a queste opere siano affiancati ulteriori interventi come il sollevamento del ponte ferroviario, la costante manutenzione dell'alveo di cui si dovrà definire chiaramente la responsabilità per la costante manutenzione. La posizione espressa da entrambi gli schieramenti politici è univoca: Latisana non può consentire che dopo oltre quarant'anni d'attesa di vedere riconosciuto un diritto fondamentale e costituzionalmente garantito, venga perso altro tempo. La comunità infatti non ha mai richiesto specificatamente la realizzazione delle casse d'espansione , si è ribadito nella discussione di ieri sera , sottolineando come queste opere rappresentassero un'alternativa alla diga che i progettisti avevano indicato come la soluzione migliore per risolvere la questione sicurezza Tagliamento. E se l'ipotesi prospettata in questo ultimo periodo dovesse concretizzarsi bloccando l'iter procedurale per la realizzazione delle casse di espansione , Latisana avverte: «Il progetto della diga, come dice il Piano Stralcio approvato dall'autorità di bacino, è quello che garantisce la maggior sicurezza».
Alessandra Berti
da Il Gazzettino ed.Ud di mercoledì 19 settembre 2007
CASSE, SIT-IN SOTTO LA REGIONESpilimbergo - Nemmeno la pioggia battente ieri pomeriggio è riuscita a fermare la protesta contro le casse di espansione sul Tagliamento. Non ha bloccato i manifestanti neanche il fatto che il clamore dei campanacci e delle raganelle giungesse solo alle orecchie dei pochi impiegati presenti nella sede della Regione in via San Francesco, a Udine, a quell'ora, visto che l'assessore Moretton aveva comunicato che la riunione con i sindaci dei comuni rivieraschi non avrebbe avuto luogo. Il rinvio dell'incontro ha creato qualche corto circuito nella comunicazione con gli "Amici del Tagliamento" che attraverso Franca Padretto annunciavano uno slittamento della protesta, in concomitanza con la nuova convocazione di Moretton, e il comitato di Ragogna che invece non ha inteso fermare la macchina organizzativa del sit in nel capoluogo. Tutti i presenti concordi comunque che questa scelta differente non rappresenta un momento di divisione all'interno del movimento contrario alle casse : «Qui non ci sono solo quelli di Ragogna - dice il sindaco Daffara - ma anche degli altri Comuni, perchè non vogliamo che si pensi ad un ammorbidimento della nostra lotta». Ma alcuni termini sono cambiati e gli oratori, che prendono la parola davanti a circa un centinaio di persone sotto gli ombrelli, intendono sottolinearlo. Non può essere sottaciuto infatti che la decisione di delegare al governo, una precisa risposta per quanto riguarda la sicurezza del fiume, pone i comitati di fronte a una prospettiva nuova. «Tenteremo di "incunearci" in questa che consideriamo un'apertura del presidente Illy - afferma ancora il sindaco Daffara - ma resta ferma la nostra opposizione al progetto» Altro punto dolente i rapporti con Latisana: «Ancora una volta- conclude il sindaco, polemizzando apertamente con il consiglier regionale Galasso- siamo qui a riaffermare il diritto di Latisana alla sicurezza. Ma questa non passa con il disastro ambientale della nostra zona, ma con un piano specifico per la Bassa». Andrea Valcic
da Il Gazzettino ed.Ud di mercoledì 19 settembre 2007
Ieri pomeriggio a Roma l'incontro con i parlamentari.
Per l'opposizione era presente il solo Contento
Protocollo romano per lo sviluppo
Al Governo si chiedono tempi rapidi sulle infrastrutture ma anche garanzie per l'ambienteRoma - Grandi infrastrutture, ambiente, sviluppo montagna, istruzione e fiscalità: sono alcuni degli argomenti contenuti nella bozza di atto aggiuntivo con cui il Friuli Venezia Giulia intende aggiornare il protocollo d'intesa Governo-Regione, siglato un anno fa. La bozza è stata discussa ieri a Roma, in una riunione tra Illy e i parlamentari eletti in Friuli Venezia Giulia. Per quanto concerne il trasferimento alla Regione delle funzioni relative alle concessioni sulle aree demaniali marittime, Illy ha precisato che il passaggio delle competenze alla Regione sull'area del Porto Vecchio di Trieste sarebbe temporaneo, in vista del trasferimento al Comune. Quanto alle questioni fiscali si chiede di poter modificare «con legge regionale gli elementi sostanziali e formali rilevanti ai fini della determinazione dell'imposizione fiscale e tributaria il cui gettito spetta in tutto o in parte alla Regione stessa». All'incontro erano presenti i parlamentari di maggioranza Strizzolo, Pertoldi, Pegorer e Siniscalchi, mentre l'opposizione era rappresentata dall'esponente di An Contento (altri non avrebbero gradito l'invito di Illy a documento di fatto già pronto). La riunione di ieri è servita ad affinare il testo dell'Atto aggiuntivo, con approfondimenti e proposte. È stato chiesto, inoltre, di sostenere, a Roma, le richieste contenute nel documento. Strizzolo ha proposto di considerare la possibilità di inserire anche l'impegno del Governo per il riconoscimento di Cividale come patrimonio Unesco e per le trasmissioni Rai in friulano. Alla richiesta di Contento sul perchè si chieda la conferma del piano stralcio per il Tagliamento, Illy ha spiegato che alla luce della volontà del ministro all'Ambiente di rivedere il piano per le casse d'espansione , ci sia la necessità di ottenere chiarezza sull'argomento. «Ci attende un grande lavoro - ha commentato Pegorer - l'obiettivo è di fare squadra per ottenere quanto più possibile». «Temi come le infrastrutture o la gestione delle risorse finanziarie - hanno osservato Strizzolo e Pertoldi - sono importanti per lo sviluppo del sistema regionale».
da Il Gazzettino ed.Ud di martedi 18 settembre 2007
Patto con il Governo, ecco le novità
Nel protocollo il commissario per la terza corsia dell'A4 e la questione TagliamentoTrieste - Un incontro per far fronte comune in vista dell'aggiornamento del protocollo che l'amministrazione regionale ha stipulato l'anno scorso con il Governo. Oggi pomeriggio, a Roma, il presidente della Regione Riccardo Illy incontrerà i parlamentari di maggioranza e opposizione eletti in Friuli Venezia Giulia per discutere dei possibili argomenti da inserire nel documento aggiuntivo che intende sottoporre all'attenzione del premier Romano Prodi e del Consiglio dei ministri. A deputati e senatori, Illy chiederà da una parte consigli e osservazioni sulla bozza di documento e dall'altra un sostegno, in sede parlamentare, alle iniziative che Regione e Governo metteranno in atto per portare a compimento gli eventuali obiettivi prefissati. Non è un mistero che tra questi, il presidente della giunta intende anche inserire la possibilità per la Regione di acquisire maggiori competenze in materia di gestione dell'istruzione, anche in modo graduale. Ma oltre a ciò e alla questione della gestione del sistema portuale, altri punti stanno a cuore all'amministrazione.
CASSE DI ESPANSIONE .Con riferimento al Piano stralcio per la sicurezza idraulica del fiume Tagliamento, adottato dal Comitato istituzionale dell'Autorità di bacino nel 2000, la richiesta è che - sia in relazione alla specifica competenza statale in materia, sia in relazione al lungo tempo trascorso dalla relativa adozione, sia in relazione ad imprescindibili esigenze di corretta informazione ai cittadini - la Presidenza del Consiglio dei Ministri, sentite le competenti strutture Ministeriali, ne confermi l'attualità per quanto riguarda le casse d'espansione , oppure manifesti l'eventuale volontà di modificazione dei contenuti dello stesso, ferme restando le coperture finanziarie.
SITI INQUINATI. Sui siti di Trieste e della laguna di Marano e Grado, l'impegno richiesto è di procedere immediatamente alla riduzione delle perimetrazioni, stralciando i territori a destinazione agricola, concentrando successivamente la ridefinizione ai siti oggetto di effettivo accertato inquinamento. Ferme restando le responsabilità di legge dei soggetti autori dell'inquinamento, il Governo dovrebbe individuare nella prossima legge finanziaria una prima posta a sostegno di interventi atti a migliorare lo stato dei luoghi, oltre che a snellire l'iter burocratico degli interventi.
TERZA CORSIA DELL'A4.Un impegno formale per accelerare l'iter di ampliamento dell'autostrada Venezia-Villesse, con copertura per gli interventi di base nel piano finanziario della concessionaria Autovie Venete Spa e per la parte inerente le interferenze con l'opera ferroviaria in uno specifico intervento finanziario dello Stato e/o di Rete Ferroviaria Italiana. Inoltre la dichiarazione dello stato di emergenza sull'Autostrada A4, nella tratta Quarto d'Altino-San Donà di Piave, e quindi la nomina, (d'intesa o sentite) le Regioni interessate, di un Commissario straordinario, cui demandare anche il coordinamento generale delle diverse tratte interessate.
AQUILEIA.Per assicurare il decollo della fondazione per Aquileia, si chiede di coofinanziare, unitamente alla Regione ed agli altri Enti interessati, direttamente o attraverso la programmazione annuale della società nazionale partecipata, gli interventi che saranno promossi per la valorizzazione e il recupero delle aree archeologiche interessate, nonché per il potenziamento delle infrastrutture ad esse connesse.
FINEST/INFORMEST.Verificata la difficoltà di procedere alla fusione finale tra Finest ed Informest, stante la diversità della natura giuridica dei due soggetti, si punta a concordare sull'opportunità che Informest mantenga esclusivamente l'attività consulenziale, abbandonando quella finanziaria da concentrarsi in Finest. In quest'ottica, la richiesta è che venga individuato, nella Finanziaria del 2008, un nuovo assetto normativo che preveda la possibilità di estensione delle attività dei precitati soggetti non solo verso l'Est Europa, come previsto nel protocollo originario, ma anche ai territori dell'area asiatica.
Loma
da Il Messaggero Veneto Pn del 16 settembre 2007
Forgaria, un altro no alla diga di Pinzano
Gli amministratori di Forgaria: progetto che distrugge il Tagliamento
L'invito ai colleghi di Latisana: prendete in esame le alternative proposte da fior di professionisti
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da Il Messaggero Veneto Pn del 15 settembre 2007
Ragogna: diga di Pinzano
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da Il Messaggero Veneto Pn del 15 settembre 2007
Ragogna
Pradetto: il sindaco Sette si occupi dei problemi che ha nel suo territorio
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da Il Messaggero Veneto Pn del 14 settembre 2007
In marcia per difendere il fiume
Successo dell'escursione lungo il corso del corso d'acqua sempre più minacciato dall'uomo
Tre giorni da Forni a Ragogna con "Assieme per il Tagliamento"
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da Il Gazzettino Online del 4 settembre 2007
AMBIENTE E VIABILITÀ
La Regione chiede al Wwf una maggiore collaborazioneTrieste - Il superamento delle attuali "difficoltà di comunicazione" accompagnato da un ampliamento della collaborazione tra Regione e Wwf nel conseguimento di un più adeguato equilibrio del trasporto modale in regione, oltre che nella gestione e nella messa in rete dei parchi e delle riserve naturali del Friuli Venezia Giulia. È quanto ha proposto ieri il presidente Riccardo Illy al segretario generale del Wwf Italia Michele Candotti. Toccato il tema delle casse di espansione sul Tagliamento, dove «preferiremmo - ha detto - avere il Wwf alleato piuttosto che avversario, dal momento che l'interlocutore è il ministero dell'Ambiente e la Regione ha un mero ruolo di esecutrice della volontà dello Stato», Illy ha parlato della realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità/alta capacità. «Mi aspetterei - ha sostenuto - che il Wwf dichiarasse di vedere positivamente una nuova linea ferroviaria che consenta di sgravare il traffico su strade e autostrade, pur chiedendo un tracciato e modalità costruttive che siano di minor impatto ambientale possibile». Il presidente ha quindi sottolineato il preoccupante aumento di traffico - del 10 per cento all'anno - sulle autostrade della regione ed in particolare sulla Trieste-Venezia, incremento su cui pesa sostanzialmente il traffico pesante che «non è nè originato nè destinato all'Italia. Anche su questo - ha aggiunto Illy - mi piacerebbe avere alleato il Wwf nel reclamare una modifica del sistema tariffario per i mezzi pesanti, raddoppiandolo perlomeno nelle ore diurne». Candotti ha dichiarato la sua disponibilità ad «incontrarsi ai tavoli opportuni» e ha chiesto al presidente Illy di considerare le proposte del Wwf alla stregua di «indicazioni su situazioni che di solito si sviluppano anni dopo». Ha quindi concordato sull'emergenza traffico, proponendo di mettere a disposizione della Regione «una proposta molto strutturata e dotata di dati, cifre e modelli» elaborata dal Wwf nazionale.
da Il Gazzettino Online del 22 agosto 2007
Convocato per il 18 settembre
Casse d'espansione Un vertice a UdineSpilimbergo - Il clima intorno alle opere di laminazione delle piene del Tagliamento è diventato pesante e ostacola l'approvazione del progetto. È il motivo per cui il vice presidente regionale Gianfranco Moretton ha convocato 34 tra amministratori e funzionari pubblici per fare il punto della situazione sulla sicurezza idraulica del fiume. L'incontro è fissato per il 18 settembre, alle 15, nella sede della Regione in via San Francesco a Udine. Nella lettera Moretton, dopo aver preso atto del dibattito sempre acceso che ormai anima la discussione sulle casse di espansione , riconosce che il clima creatosi intorno alle opere in questione «ostacola pesantemente l'iter procedurale di approvazione del relativo progetto. A tale riguardo si evidenzia che varie azioni sono state intraprese nelle opportune sedi del Governo nazionale e della Commissione europea, da parte di soggetti che contestano le scelte del piano stralcio». Il riferimento è alle associazioni ambientaliste e in particolare ad Acqua, che più decisamente ha imboccato la strada dei ricorsi a tutti i livelli. «L'amministrazione regionale continua Moretton a più riprese ha manifestato il proprio intendimento di perseguire la realizzazione dell'opera, ma deve tuttavia tenere conto delle obiettive difficoltà che il percorso riserva in futuro, le quali verosimilmente non consentono di ipotizzare tempi brevi per addivenire all'effettivo inizio dei lavori». Di qui la decisione di convocare una riunione per decidere le misure da adottare nel frattempo per la sicurezza idraulica del Tagliamento. Invitati i sindaci di Latisana, Ronchis, Varmo, Camino, Codripipo, Sedegliano, Flaibano, Degnano, San Daniele, Ragogna, San Michele, Morsano, San Vito al Tagliamento, Valvasone, San Martino, San Giorgio della Richinvelda, Spilimbergo e Pinzano, oltre a Province, prefetture, Autorità di bacino, Magistrato delle acque e amministratori e funzionari regionali del Friuli e del Veneto. Immediata la replica dell'associazione Acqua, che con una controlettera ha chiesto che alla riunione siano invitate anche tutte le organizzazioni stakeholder (portatrici di interesse) riconosciute.
Claudio Romanzin
da Il Messaggero Veneto Pn del 9 agosto 2007
Latisana, da settembre i lavori sugli argini
Previsto un allargamento dell'area golenale del Tagliamento vicino al campo sportivo
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da Il Gazzettino Online di Martedì, 7 Agosto 2007
Tagliamento, gestione a scala di bacinoRagogna - Per il Tagliamento è necessaria una gestione a scala di bacino: è quanto emerso dal secondo Workshop Alpino Internazionale-Tagliamento 2007, svoltasi a Ragogna per iniziativa del Wwf, dell'università di Erfurth (Germania) e del Comune di Ragogna. Nello stesso workshop, l'organizzazione ambientalista ha chiesto che il Ministero dell'Ambiente abroghi il decreto del presidente del consiglio che nel 2000 approvò il piano per la realizzazione di casse di espansione lungo gli argini del fiume.
Durante i lavori - ha riferito il Wwf con una nota - è stata ribadita l'importanza del Tagliamento come sistema fluviale di riferimento per il ripristino di altri grandi corsi d'acqua.
da Il Gazzettino Online di Martedì, 7 Agosto 2007
lettera : Tagliamento principe dei fiumi
In questo mese di agosto si terranno a Udine e in Carnia due manifestazioni, una organizzata dal Wwf e l'altra dal Comitato "Assieme per il Tagliamento" per sensibilizzare e informare il pubblico sul valore assunto dal fiume Tagliamento dopo gli studi idrobiologici compiuti da gruppi di esperti di università tedesche, svizzere e inglesi, i quali l'hanno definito "principe dei fiumi europei" per la naturalità che conserva, assurta a modello di riferimento onde procedere alla rinaturalizzazione dei fiumi artificiali, stravolti dalla cementificazione. D'accordo su questa impostazione, dobbiamo però, in tutta franchezza, sollevare una riserva che non è irrisoria ma una realtà che salta subito agli occhi, da noi denunciata sui giornali e alle Autorità preposte non poche volte: la mancanza totale dell'acqua in 60 km. (prima erano 80) di greti nell'alto e medio bacino del Tagliamento, a monte di Tolmezzo. A questo disastro ecologico e paesaggistico, non annunciato come le famigerate casse di espansione , ma perdurante in generale da cinquant'anni e oltre, si è voluto rimediare, il 27 novembre 2001 (data storica), con la nota legge regionale n. 28 detta salvafiumi, che, per tagliare corto con le lungaggini escogitate ad arte e in barba a una ventina di leggi e decreti riguardanti il rilascio obbligatorio del minimo deflusso vitale, stabilisce, in via provvisoria e inoppugnabile, un quantitativo precisato in 4 litri al secondo per kmq di bacino sotteso, dovendo «comunque essere garantita la capacità naturale di autodepurazione dei corpi idrici, nonché la capacità di sostenere comunità animali e vegetali ampie e ben diversificate». Più chiaro di così! Anche in presenza di questa norma, dalla quale non si può sgattaiolare con i soliti trabocchetti ingegneristici, il Tagliamento, e tutti i suoi affluenti ugualmente interessati da prelievi devastanti, rimane in larghissima parte privo d'acqua fluente necessaria al ritorno della originale naturalità così magnificata dai citati esperti transalpini, che non possono averla riscontrata nei tratti derivati. I corsi in secca (26 su 32) che assommano, come già detto, a 60 km, attendono anch'essi un titolo nobiliare, almeno quello di baronetti. Se questi egregi studiosi si degnassero di prenderne atto e di richiedere, quali cittadini europei e per di più esperti in materia, l'applicazione istantanea del rilascio previsto, darebbero certamente maggiore aiuto alle aspettative di tutta la popolazione della Val Tagliamento che pretende da sempre il ritorno dell'acqua, della vita, della balneabilità, della pesca. Intanto confidiamo nell'operato della Magistratura alla quale abbiamo esposto i danni che il volutamente mancato rilascio continua a provocare principalmente in loco e poi nell'intero bacino, in aperto dispregio del diritto ambientale, che si sa bene perché ai carnielli si può fare a meno di garantire: perché riserva di truppe coloniali.
Bruno Tassotti
ex-presidente Italia Nostra sezione Carnia
da Il Gazzettino Online di Mercoledì, 1 Agosto 2007
Tagliamento, un workshop internazionale sull'ecologia del fiume alpino
E' iniziato ieri e si protrarrà fino a mercoledì prossimo il secondo workshop internazionale "International Alpine workshop - Tagliamento 2007", organizzato dall'Università di Erfurt in Germania, in collaborazione con l'Università di Rapperswil (Svizzera), dell'Università di Padova e del WWF. Studenti in scienze ambientali e naturali provenienti da diverse università europee si riuniranno per condurre ricerche di ecologia fluviale sotto la direzione di esperti di livello internazionale quali il professore Norbert Mller, Sascha Abendroth e Norbert Grosser dell'Università di Erfurt, e Nicoletta Toniutti del WWF Italia. Il fiume Tagliamento si distingue infatti per la presenza di alcuni elementi fondamentali, non più osservabili altrove, che sono oggi al centro di avanzati studi di ecologia fluviale: possiede un'ampissima piana alluvionale ove permangono inalterati processi idrogeologici, morfologici ed ecologici caratteristici di un ecosistema fluviale naturale e si caratterizza per un'elevata ricchezza di specie e di habitat (di particolare rilievo la presenza di numerose isole vegetate). Oltre a ciò funge da corridoio naturalistico, consentendo continuità ambientale tra montagna e pianura. «Mentre nella Regione Friuli Venezia Giulia si progetta la sua distruzione con la realizzazione delle inutili casse di espansione e la progressiva artificializzazione dei suoi tributari - rileva il Wwf - nel resto d'Europa viene considerato il più importante sistema fluviale di riferimento per lo studio finalizzato al ripristino di altri grandi corsi d'acqua, in accordo con l'applicazione della Direttiva Europea 2000/60/CE, meglio nota come "Direttiva Quadro Acqua"». L'obiettivo del Workshop è quello di mettere in contatto studenti di Scienze naturali ed ambientali di diverse università europee, facendogli compiere assieme ricerche sull'ecologia del fiume (in particolare su associazioni vegetazionali, flora e fauna). Verranno fatte analisi sulla biodiversità (su specie, habitat e organismi di nuova colonizzazione) lungo tutta l'asta del fiume, consolidando e accrescendo così la conoscenza sugli habitat fluviali europei. Verranno anche discusse le problematiche della conservazione e della gestione dell'ecosistema Tagliamento. Domenica alle 17 si terrà, al castello di Ragogna, la presentazione ufficiale del Workshop, in cui interverranno gli esperti Norbert Mller, Sascha Abendroth, Norbert Grosser e Nicoletta Toniutti. Con l'occasione verranno esposti i poster esplicativi e riassuntivi dei lavori prodotti dagli studenti durante il primo Workshop.
da Il Gazzettino Online di Lunedì, 30 Luglio 2007
WORKSHOP- Ecologia fluviale, università e Wwf studiano il TagliamentoPrende il via oggi - e durerà sino all'8 agosto - il secondo workshop internazionale "International Alpine workshop - Tagliamento 2007", organizzato dall'Università di Erfurt in collaborazione con gli atenei di Rapperswill e Padova e con il Wwf. Studenti in Scienze ambientali e naturali provenienti da diverse università europee si riuniranno per condurre ricerche di ecologia fluviale sotto la direzione di esperti di livello internazionale. Il Tagliamento si distingue infatti per la presenza di alcuni elementi fondamentali, non più osservabili altrove, che sono oggi al centro di avanzati studi di ecologia fluviale: possiede un'ampissima piana alluvionale dove permangono inalterati processi idrogeologici, morfologici ed ecologici caratteristici di un ecosistema fluviale naturale e si caratterizza per un'elevata ricchezza di specie e di habitat (di particolare rilievo la presenza di numerose isole vegetate). Oltre a ciò funge da corridoio naturalistico, consentendo continuità ambientale tra montagna e pianura. «Mentre purtroppo in regione si progetta la sua distruzione con la realizzazione delle inutili casse di espansione e la progressiva artificializzazione dei suoi tributari - rileva il Wwf - nel resto d'Europa viene considerato il più importante sistema fluviale di riferimento per lo studio finalizzato al ripristino di altri grandi corsi d'acqua, in accordo con l'applicazione della Direttiva Europea 2000/60/CE, meglio nota come Direttiva Quadro Acqua». Il workshop verrà presentato ufficialmente il 5 agosto, alle 17, nel Castello di Ragogna dove, dal 1. all'8 agosto verranno esposti i poster riassuntivi dei lavori prodotti dagli studenti durante il primo Workshop, tenutosi lo scorso anno.
da Il Messaggero Veneto Pn del 28 luglio 2007
San Daniele . Dopo l'approvazione della giunta del progetto preliminare, si va verso uno stop dei lavori previsti per il Tagliamento
<Sulle casse di espansione decide il ministro>
I'onorevole Francescato: l'opera riguarda due regioni, quindi è competente il governo
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da Il Messaggero Veneto Pn del 27 luglio 2007
San Daniele . I'onorevole Francescato oggi a San Daniele
Casse di espansione, questa sera il dibattito organizzato da Assieme per il Tagliamento
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da Il Gazzettino Online di Giovedì, 26 Luglio 2007
«Una valutazione nazionale per le casse sul Tagliamento»
SAN DANIELE- L'ha dichiarato il ministro Pecoraro Scanio in un incontro con il vicepresidente della giunta Moretton
Dignano - Il problema della casse d'espansione sul Tagliamento è entrato ieri nei colloqui che il ministro all'ambiente Pecoraro Scanio ha avuto con i vertici regionali.
«Abbiamo chiesto - ha dichiarato il vicepresidente della giunta Gianfranco Moretton - che possa venire raggiunto un punto di mediazione per trovare equilibrio tra la salvaguardia dei territori dal pericolo di alluvioni e tra l' attenzione alle tematiche ambientali». Da parte sua il Ministro ha sottolineato che «è già stata attivata una valutazione di impatto ambientale nazionale , in quanto l'opera interessa due regioni, e sono state date le prescrizioni necessarie per migliorare l'opera, che ormai - ha concluso - appariva già datata»«È chiaro che a questo punto la partita si gioca con il premier Prodi e con il ministro - afferma il sindaco di Ragogna, Daffarra - che quando venne in visita a Pinzano dichiarò testualmente che se il suo partito fosse entrato nel Governo, le casse non si sarebbero fatte». Nel frattempo per tenere desta l'attenzione contro il progetto "casse ", l'associazione Assieme per il Tagliamento ha organizzato per oggi un incontro in programma alle 20,30 nella sala congressi del Monte di Pietà di San Daniele. Segue di pochi giorni uno analogo svoltosi a Villuzza a cura del "Comitato Contro le Casse di Espansione" di Ragogna. A quello di San Daniele con Maria Grazia Francescutto, in qualità di esponente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, interverranno il sindaco, Marco Pascolini, per spiegare le azioni intraprese dai cinque sindaci interessati al progetto, Gianpiero Contardo, per illustrare il progetto "casse " e Maurizio Rozza con una relazione sugli aspetti ambientali e giuridici del problema. Come rileva la presidente del comitato di di "Assieme per il Tagliamento", Franca Pradetto, nell'occasione si farà il punto su cosa è esattamente avvenuto con la decisione della Giunta regionale di affidare la progettazione esecutiva delle opere al magistrato delle acque di Venezia, quali sono le conseguenze potenziali per l'iter del progetto e come l'associazione si è mossa in seguito a quello che definisce un "grave fatto". Al proposito viene ritenuto decisivo quanto accadrà nei prossimi due mesi.
Ivano Mattiussi
da Il Gazzettino Online di Venerdì, 20 Luglio 2007
SAN GIORGIO DI NOGARO - Dal Consiglio regionale uno stop al vetrificio
I lavori della terza giornata di Consiglio regionale hanno portato ieri alla approvazione del disegno di legge sulla approvazione dell'assestamento di bilancio con i 28 voti a favore della maggioranza e del presidente Riccardo Illy, contrastati dai 14 espressi dall'opposizione e della consigliera Battellino. Tra gli spunti di rilievo che hanno corredato i lavori in Aula spiccano due ordini del giorno. Il primo porta la firma del consigliere Alessandro Metz dei Verdi, con il quale si impegna la Giunta a sospendere l'iter autorizzativo legato alla vetreria dei San Giorgio di Nogaro (una vicenda che rischia di essere simile a quella del cementificio di Torviscosa) in attesa sia applicata pienamente la norma regionale sulla tutela dell'inquinamento atmosferico: «Ordine del giorno (passato con il voto trasversale della Sinistra e dell'opposizione, ndr.) che risponde a delle logiche ben precise e che porta in campo il ruolo del Consiglio - ha espresso Kristian Franzil di Rifondazione - Ora vige l'impegno, non un semplice richiamo o auspicio per la Giunta. Il tema ambientale resta prioritario - ha aggiunto Franzil - e nel caso della vetreria di San Giorgio sono già emerse tutte le problematiche che avevano caratterizzato a suo tempo il caso del cementificio di Torviscosa. È un segnale importante della sinistra radicale per la questione ambientale e, ripeto, per il ruolo del Consiglio stesso». Respinto invece l'ordine del giorno legato alla salvaguardia del Tagliamento dove si impegnava la Giunta a sospendere ogni procedura autorizzativi relativa alla realizzazione delle casse di espansione. Il documento portava la firma dei leghisti Follegot, Guerra, Violinp e Franz, di Tonutti e Menis (Margherita) Metz (Verdi) Salvador, Fasan e Molinaro (Udc) Colussi (Cittadini) De Angelis (Prc) e Panontin (Misto). Per Giorgio Baiutti, relatore di maggioranza, la validità della manovra di bilancio, si lega al trend positivo della economia della nostra regione in grado di applicare al bilancio del 2007 ben 230,4 milioni di euro, dei quali 39,5 di avanzo libero: «In netta controtendenza di quanto accade nel resto d'Italia - ha aggiunto Baiutti - con 40 milioni di euro di nuovi trasferimenti al sistema delle Autonomie locali che conseguono un differenziale in positivo di 3-4\% rispetto alle risorse ricevute da Comuni e Province nel 2006». Sul piatto della bilancia il relatore di maggioranza ha inoltre posto l'aumento di risorse per interventi di bonifica della laguna di Marano, per impianti della Bassa friulana, riqualificazione di piazze, scuole, centri storici e chiese.Per Isidoro Gottardo di Forza Italia la variazione di bilancio si tramuta invece in: «Un vero irresponsabile assalto alla diligenza del centro sinistra, incrementando ulteriormente la spesa pubblica. Si sono abbandonati ad una gestione clientelare - ha aggiunto il coordinatore regionale forzista - sperperando risorse che invece rigorosamente dovevano essere destinate al debito pubblico regionale, considerato che in pochi anni di gestione Illy appare triplicato».
Francesco Cardella
da Il Gazzettino Online di Martedì, 17 Luglio 2007
Il Comune fa ricorso al Tar contro le "casse"
SPILIMBERGO Nel testo della delibera della giunta Soresi si legge che «comprometterebbero un'alterazione dell'attuale assetto del fiume e dell'ecosistema»
L'incarico affidato a due studi legali in accordo con i Comuni di Pinzano, Ragogna, Dignano e San DanieleSpilimbergo - I cinque Comuni del medio Tagliamento non si arrendono e ricorrono al Tar contro le casse. «Preso atto delle iniziative poste in essere dal la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia attraverso le qual i ha manifestato l'intenzione di real izzare sull'al veo del Tagliamento, nel tratto di pertinenza del Comune di Spilimbergo e degli al tri Comuni rivieraschi, delle opre di contenimento delle piene denominate casse di espansione che di fatto comprometterebbero un'al terazione dell'attual e assetto del fiume, compromettendo gravemente l'ecosistema e mortificando in modo irrimediabile le bellezze paesaggistiche, natural istiche e storiche di questo fiume...». Inizia così, quasi come una dichiarazione di indipendenza, il testo della delibera approvato dal la giunta Soresi, che dà il via libera al sindaco per procedere al ricorso davanti al Tribunal e amministrativo regional e. L'iniziativa è coordinata insieme agli al tri Comuni: Pinzano, Ragogna, Dignano e San Daniele; a quest'ultimo è riconosciuto il ruolo di capofila.Il ricorso è in real tà la natural e conseguenza di una decisione già presa tre anni fa, nel giugno 2004, quando le cinque amministrazioni local i avevano deciso di comune accordo che avrebbero resistito «in ogni grado di giudizio» contro ogni provvedimento che la Regione avrebbe adottato per real izzare le casse. La goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha fatto propendere per il Tar , è la delibera 1306 della giunta Illy, con cui il primo giugno scorso Trieste ha passato al Magistrato delle Acque di Venezia la cura della parte progettual e, per un importo di poco meno di 4 milioni di euro.«A fronte di questo ulteriore provvedimento spiega il sindaco Soresi San Daniele come ente coordinatore ha ritenuto necessario e inevitabile tutelare gli interessi della popolazione, che ravvisa nella real izzazione di questa opera faraonica un gravoso pregiudizio sotto tutti gli aspetti: ambiental i, storici, cultural i, economici e social i. Perciò ha proposto un ulteriore ricorso amministrativo davanti al Tar del Friuli Venezia Giulia nei confronti della Regione». Il patrocinio è stato affidato a due studi legal i: quelli dell'avvocato Luigi Benvenuti del foro di Venezia e dell'avvocato Viviana De Grisogono del foro di Trieste. Quest'ultima decisione si somma a una sfilza di ricorsi già presentati nelle sedi più disparate (dal Tar al la Corte dei Conti, dal Presidente della Repubblica al l'Unione europea, passando anche per gli uffici giudiziari) sia da parte degli enti pubblici che di associazioni e comitati, per cercare di contrastar e la scelta della Regione. Una lotta che va avanti in pratica fin dal 1996, quando la direzione regional e dell'Ambiente propose un invaso di 48 milioni di metri cubi (poi ridotti a 30), proposta ufficial izzata poi nel 1997 con la pubblicazione da parte dell'Autorità di Bacino del Piano stral cio per la sicurezza idraulica del medio e basso corso del Tagliamento.
Claudio Romanzin
da Il Messaggero Veneto Pn del 15 luglio 2007
Casse, il Comune ricorre al Tar
Nuova puntata nella "guerra" alle opere di difesa idraulica progettate per il Tagliamento
nel mirino della giunta la delibera di Illy sul piano preliminare
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da Il Messaggero Veneto Pn del 8 luglio 2007
Ambientalisti: Illy contestato sulle "casse"
da Il Messaggero Veneto Pn del 6 luglio 2007
Spilimbergo . Il governatore regionale ieri a Dignano. In discussione anche la Sequals-Gemona - Casse , l' ultima parola a Prodi
Illy: « Il governo confermi il piano o proponga alternative credibili »
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da Il Messaggero Veneto Ud del 6 luglio 2007
Dignano . « 0 Roma conferma il progetto oppure Io tolga dal piano stralcio » Casse Illy chiama in causa il governo nazionale
di PAOLO MOSANGHINI
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da Il Gazzettino di Venerdì, 6 Luglio 2007
Tagliamento, se ne discuterà con Prodi
Illy a Dignano: «Le casse nel protocollo d'intesa, dal governo vogliamo chiarezza»
Dignano - La tappa compiuta ieri a Dignano dalla Giunta regionale in occasione della sua seduta di turno itinerante, è sicuramente da ricordare, almeno a giudicare dai contenuti emersi nell'incontro che il presidente, Riccardo Illy, ha avuto con il sindaco di casa, Giambattista Turridano, a proposito delllo spinoso nodo "casse di espansione". La "patata bollente" passerà direttamente nelle mani del Ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio.Ad una domanda sull'argomento, il presidente Illy ha infatti affermato che nella fase ormai prossima di aggiornamento del protocollo fra la Regione ed il Governo nazionale, sottoscritto lo scorso ottobre, sarà inserito un articolo riguardante la necessità di fare chiarezza sul problema Tagliamento . Nel merito, o il Governo conferma il progetto delle casse di espansione, o le toglie dal piano stralcio, che è legge nazionale, e propone quelle alternative credibili (peraltro invocate a lungo dai cinque sindaci direttamente coinvolti nel progetto nonchè dalle associazioni ambientaliste), per dare soluzione all'esigenza di salvaguardia del territorio e delle persone, in particolare nell'area di Latisana. «Ho proposto a Illy di fare il nuovo passo assieme - afferma il sindaco Turridano - ma mi ha risposto che a suo giudizio siamo portatori di diversi interessi, per cui ognuno segua la propria strada».L'ultima parola spetta dunque al premier Prodi .Un passo ritenuto assai importante, che secondo il primo cittadino di Dignano, chiama in causa il ministro Pecoraro Scanio, a proposito delle contrastanti dichiarazioni da lui rese in campagna elettorale e negli ambienti romani. I cambiamenti climatici, con conseguente aumento della possibilità del ripetersi di dannose alluvioni, impongono urgenza di una soluzione credibile al problema.Il presidente Illy ha anche aggiunto che se le casse di espansione venissero confermate, la Regione ha già chiesto che siano realizzate con il minor impatto possibile sul territorio. In tutti i modi le dichiarazioni rese ieri, hanno lasciato una positiva impressione nell'ambiente politico, e non solo.Nel saluto alla Giunta regionale s'è parlato anche dei problemi sul tappeto a Dignano, ad iniziare dalla sicurezza e della salute dei cittadini in relazione alla viabilità.Il centro del capoluogo è quotidianamente bombardato dal transito di 13 mila mezzi, il 40 \% dei quali pesanti. Un volume pesante che ha reso oltremodo impellente la necessità di una soluziione. Secondo l'assessore regionale alle Infrastrutture, Lodovico Sonego, il problema che è analogo ad altri Comuni della zona, è collegato alla realizzazione della Sequals-Gemona.Il Consiglio comunale di Dignano dissente in blocco per questa soluzione, ritenendola insufficente, nel mentre ritiene più congrua la realizzazione della già nota variante a sud del capoluogo. Ancora in tema vialilità, la regione darà il contributo alla realizzazione della rotonda di Carpacco.Ivano Mattiussi
da Il Gazzettino di Martedì, 3 Luglio 2007
Casse, il "no" della Soprintendenza
A distanza di quasi due anni spunta il testo del parere negativo dei "beni culturali"
Spilimbergo - «Per quanto su esposto, il parere della Soprintendenza non può che essere negativo». Con questa frase che non lascia spazio a dubbi di interpretazione, si conclude la lettera inviata dalla Soprintendenza ai beni culturali alla Regione, in cui esprime il suo parere sulla realizzazione delle casse di espansione sul Tagliamento. La comunicazione risale al 20 ottobre 2005, ma finora non era mai stata resa pubblica. A divulgarla ci hanno pensato gli ambientalisti dell'associazione Acqua, che ne sono entrati in possesso nei giorni scorsi per vie non ufficiali.Il parere era obbligatorio, perché i fiumi, comprese le aree golenali e le sponde sono fino a una fascia di 150 metri da intendersi vincolati per legge e pertanto soggetti alla tutela paesaggistica. «Le casse di laminazione è scritto nel documento firmato dall'architetto Silvano Coletti costituite da manufatti i cemento armato e da arginature di separazione del fiume, affioranti dal greto,per la loro rigidezza sarebbero estremamente impattanti dal punto di vista percettivo, trattandosi di strutture molto estese sia in altezza sul piano delle ghiaie, sia per il grande sviluppo perimetrale. Il fatto poi che le stesse siano previste in numero di tre, disposte serialmente, costituisce un ulteriore elemento di grave pregiudizio al paesaggio tutelato». Il parere prosegue poi con altre valutazioni di tipo paesaggistico, dove si sottolinea il problema dell'impatto negativo dell'opera sul greto del fiume, in un contesto di «rilevanza ambientale di grande pregio». Gli esponenti dell'associazione Acqua, intervenuti recentemente a Latisana per l'apertura di una sezione locale, rappresentata dal perito Ivano De Marchi (è la prima volta che il sodalizio, nato nell'area del medio Friuli, trova consensi anche nella cittadina della bassa), hanno puntato il dito ancora una volta contro la Giunta regionale, confrontando le differenti scelte effettuate nei due casi che coinvolgono lo spilimberghese: la casse e la strada Sequals-Gemona. «Nel caso della strada è stato osservato la Regione ha giustificato la contrarietà al tracciato a nord della collina di Lestans con l'insormontabile parere, pur contrastato e inviso alla popolazione locale, della Soprintendenza . Invece nel caso delle casse di espansione sul Tagliamento il giudizio avverso dei tecnici addetti alla tutela del patrimonio pubblico sembra essere del tutto ininfluente. Due decisioni diverse, ma con un denominatore comune: in entrambi i casi è stata premiata la soluzione più dispendiosa per l'ente pubblico».Ancora più esplicito, in margine all'incontro di La tisana, il presidente Renzo Bortolussi: «Il parere della Soprintendenza , che finora è stato tenuto nei casse tti, costituisce un ulteriore tassello per corredare i documenti che saranno portati all'attenzione della Commissione parlamentare Antimafia, a dimostrazione dei sospetti già espressi nella nostra richiesta di audizione».
Claudio Romanzin
da Il Nuovo Friuli del 15 giugno 2007
Ambiente: I cassoni di Moretton - Si tratta per l'elettrodotto
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da Il Messaggero Veneto Ud del 13 giugno 2007
Ragogna -
Cinque sindaci pronti a dare battaglia contro le "casse"
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da Il Messaggero Veneto Ud del 9 giugno 2007
Dignano . Dopo l'incontro a Roma in arrivo esposto e interrogazione parlamentare dell'on. Francescato
Casse , i comitati: battaglia legale
"Assieme per il Tagliamento" pronta a denunciare la Regione
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da Il Messaggero Veneto Pn del 9 giugno 2007
Casse, esposto alla Corte dei Conti
Nel mirino di Acqua il piano preliminare approvato dalla giunta Illy
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da Il Gazzettino di Venerdì, 8 Giugno 2007
Casse, i sindaci pronti all'azione legale
I primi cittadini del Comuni interessati valuteranno oggi se impugnare la delibera regionale
Dignano - Un incontro interlocutorio quello svoltosi ieri pomeriggio al Ministero dell'Ambiente sulle casse di espansione per la messa in sicurezza del Tagliamento. Aveva per interlocutori una delegazione dell'associazione "Assieme per il Tagliamento", presieduta dalla presidente del proprio comitato, Franca Pradetto, e i funzionari del Ministro dell'Ambiente, interpellati dopo la delibera del progetto "casse di espansione " approvato venerdì scorso dalla giunta regionale del Friuli Venezia Giulia. Sugli sviluppi dell'incontro avvenuto nella capitale nel tardo pomeriggio, con il sostegno della parlamentare, Grazia Francescato, non è trapelato molto, ma ciò che più importa alla causa degli ambientalisti friulani è avere ridestato l'attenzione sul problema. Con la delibera di venerdì, per quanto ritenuta un atto dovuto, la giunta Illy ha di fatto innescato un polverone. La vicenda, con molte probabilità, approderà nelle aule dei tribunali. Lo stesso Comitato di Assieme per il Tagliamento, i Comuni rivieraschi direttamente coinvolti nel progetto "casse " di Pinzano, Ragogna, San Daniele, Spilimergo e Dignano, nonchè le diverse associazioni ambientaliste sono al lavoro per contrastare il progetto con ogni mezzo. Un ottimo appiglio sembra essere la violazione dell'articolo 6 della direttiva europea "Habitat", inerente l'obbligo della presa in esame di tutte le soluzioni alternative a quella adottata dall'Esecutivo regionale. Non per nulla i sindaci di Pinzano, Ragogna, San Daniele, Spilimbergo e Dignano, si ritroveranno proprio oggi a Venezia per concordare con il loro legale (Benvenuti) le azioni da intraprendere per impugnare la delibera regionale, sia a livello nazionale che europeo. Secondo le ragioni del no il progetto "casse " devasterebbe in modo irreversibile il fiume, senza peraltro scongiurare le esondazioni nella Bassa. Dal palazzo della regione intanto non manca un'eco del consigliere della Margherita, Paolo Menis: «Quello approvato dalla Giunta Illy è un atto che conclude la prima fase di un iter progettuale - afferma Menis - ma c'è anche da dire che è passato in sordina a vantaggio dei rigassificatori e senza pensare alle conseguenze. In tutti i modi la sorpresa non è l'approvazione del progetto, ma la prosecuzione sul sistema prescelto che è la delegazione amministrativa al magistrato delle acque. Rimango personalmente del parere che la progettazione deve prevedere l'incidenza ed impatto ambientale su tutta l'asta del Tagliamento».
Ivano Mattiussi
da Il Nuovo Friuli dell' 8 giugno 2007
Tagliamento
Casse al via
La giunta regionale approva il progetto preliminare. I sindaci ribadiscono il loro NO
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da Il Messaggero Veneto Ud del 7 giugno 2007
Ragogna. . il primo cittadino sostiene che nulla avrebbe impedito quanto è accaduto a Latisana l' altro fine settimana « Casse , il progetto è superato » il sindaco Daffarra ribadisce la sua contrarietà alla realizzazione
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da Il Gazzettino Udine Online Giovedì, 7 Giugno 2007
Tagliamento : Incontro dei Comitati oggi al ministero
Dignano - Da Roma è atteso per oggi un primo responso sulla posizione del Ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, in merito al progetto sulle "casse di espansione" approvato venerdì scorso dalla Giunta regionale.Come già riferito nei giorni scorsi, una delegazione dell'associazione "Assieme per il Tagliamento " è oggi nella capitale per incontrare la parlamentare ambientalista Grazia Francescato e chiedere ai funzionari del ministero dell'Ambiente di prendere posizione sul mancato rispetto di un vincolo di legge sul progetto "casse di espansione". Oggetto del contendere, e se sarà il caso Assieme per il Tagliamento lo farà anche attraverso le vie legali, è l'articolo 6 della direttiva europea "Habitat, inerente l'obbligo della presa in esame di tutte le soluzioni alternative a quella delle casse approvata venerdì scorso.Non risulta che l'Esecutivo regionale lo abbia fatto in sede di approvazione del progetto, e questo ha innescato la prevedibile reazione delle associazioni ambientaliste e di Assieme per il Tagliamento che hanno deciso d'impugnare la decisione della Giunta regionale.Non saranno da meno i sindaci dei cinque Comuni rivieraschi (Pinzano, Ragogna, San Daniele, Spilimbergo e Dignano) direttamente coinvolti al progetto. Da anni stanno conducendo in forma solidale una battaglia mirata a scongiurare un progetto che è considerato uno "scempio" per l'ambiente.In sintonia con "Assieme per il Tagliamento " hanno ripetutamente invocano e con tanto di studi tecnico-scientifici redatti da esperti, la presa in esame di soluzioni alternative alle "casse". Di suo, il sindaco di Ragogna, Mirco Daffarra, si rammarica per i recenti allagamenti avvenuti nella bassa friulana. Ha seguito con apprensione l'evolversi di un evento meteorologico di eccezionale portata, ma quando ha letto le dichiarazioni del Sindaco di Latisana a commento della decisione della Giunta regionale di approvare il contestatissimo progetto delle casse di espansione sul Tagliamento , ha voluto dire la sua. «Di fronte a questo grave, per noi, passo della Giunta regionale, che di fatto attiva ed accelera un procedimento amministrativo, seppure in presenza di molti contrasti, molti dubbi e con possibili alternative molto meno impattanti delle casse - afferma il primo cittadino di Ragogna - sindaci, amministrazioni civiche, Comitati , Associazioni ambientaliste e cittadini, sono tanti, si muoveranno all'unisono per far valere le ragioni di un territorio e di un fiume che il progetto approvato dalla Regione devasterebbe in modo irreversibile, senza peraltro scongiurare la bassa friulana dalle esondazioni. Non siamo contro Latisana ma contro il mancato esercizio del buon senso, della mancanza di umiltà che non fa ascoltare gli altri, dell'arroganza di certe decisioni che passano sopra la testa di tutti. Siamo contro la politica che non ascolta la gente». I cinque sindaci hanno convocato una conferenza stampa per giovedì, 14 giugno, nella quale spiegheranno le iniziative che intendono intraprendere; dalle manifestazioni di piazza, alle udienze su più linee istituzionali a sostegno della causa sia a livello nazionale che europeo. Ivano Mattiussi
da Il Gazzettino Online Udine di Mercoledì, 6 Giugno 2007
Casse sul Tagliamento, Roma ribadisce: «Prevista una doppia garanzia ambientale»
Sulle casse d'espansione sul Tagliamento è giunta ieri una precisazione da parte del Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare che, con un comunicato del Consigliere del Ministro, Andrea Ferrara ribadisce la posizione del Ministero stesso dopo l'avvenuta approvazione in Giunta regionale del progetto preliminare per la laminazione del Tagliamento.
Nella nota il consigliere di Pecoraro Scanio ricorda che nell'incontro avvenuto nel febbraio scorso, alla presenza dell'assessore Moretton e dei suoi funzionari si sia convenuto di procedere con uno studio d'impatto ambientale per la valutazione della progettualità meno impattante per l'ambiente e che successivamente si procedesse con una valutazione di impianto ambientale (Via) nazionale.
da Il Messaggero Veneto Pordenone del 6 giugno 2007
Ribadita a Ragogna la compattezza del fronte del no.
Il via libera della Regione al progetto preliminare è giunto inaspettato
Tagliamento,i sindaci: avanti decisi > Allo studio nuove strategie anti-casse
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da Il Gazzettino Online Udine di Martedì, 5 Giugno 2007
Latisana, il sindaco respinge le accuse
«Quanto è accaduto domenica non ha nulla a che fare con la questione del Tagliamento»
Latisana - L'evento che ha colpito Latisana è analogo ad altre tragedie che hanno interessato anche altri territori della regione come la Val Canale o il Canal Del Ferro e la comunità latisanese merita la stessa solidarietà espressa in quelle occasioni, così il sindaco Micaela Sette ha commentato le accuse giunte dall'associazione "Assieme per il Tagliamento ". Il primo cittadino oltre a segnalare che l'idrovora di Spinedo è un impianto di competenza del Consorzio di bonifica regionale e ricordare che secondo le relazioni pervenute da tale ente l'impianto domenica 27 maggio funzionava correttamente, giudica scorretto il comportamento di queste associazioni. La loro battaglia è relativa al fiume Tagliamento , ha detto, e ciò che è accaduto domenica 27 maggio non ha nulla a che vedere con questa questione.«Sfruttare questo evento negativo è poco rispettoso della comunità che rappresento». Il primo cittadino di Latisana non solo respingere le accuse di malgestione del territorio, ma avverte che questi comportamenti possono avere ulteriori conseguenze. «Ho sempre rispettato - ha aggiunto la Sette - le idee dei comitati e delle associazioni che si battono per il fiume Tagliamento ma questi comportamenti mi costringono a rivedere il mio atteggiamento nei loro confronti». Latisana, ha ricordato, è un comune ad alto rischio idraulico come esistono delle zone in montagna a rischio frana e come le comunità soggette a questo tipo di pericolo hanno diritto a vivere in sicurezza nei loro luoghi anche ai cittadini di Latisana deve essere riconosciuto lo stesso diritto. «Invito - ha concluso - queste associazioni a visitare il nostro territorio per osservare quali sono i pericoli a cui siamo esposti prima di lanciare accuse completamente infondate».
da Il Messaggero Veneto del 3 giugno 2007
"I comitati chiedono di bloccare il piano"
Le associazioni incassano la solidarietà dell'onorevole Francescato,<Il progetto del Fvg non tiene conto delle nuove direttive europee>
La prossima settimana andranno a Roma per ottenere la modifica della delibera regionale.
da Il Messaggero Veneto del 3 giugno 2007
I sindaci si appellano all'Unione europea
Primi cittadini pronti a dar battaglia, sia dalla sponda friulana sia da quella pordenonese. la gente non vuole queste opere
Lunedì a Ragogna vertice dei Comuni interessati: siamo contrari e compatti
da Il Gazzettino Online di Domenica, 3 Giugno 2007
SPILIMBERGO Casse di espansione, l'ira degli ambientalisti
Accusano la giunta regionale di aver approvato il progetto «per una surrettizia sicurezza a valle»Spilimbergo «Sono progetti folli di protezione idrogeologica, per fronteggiare una ipotetica alluvione ogni 100 anni». A esprimere questo giudi zio non sono gli ambientalisti friulani, che pure condi vidono in pieno il contenuto, ma Mario Tozzi, primo ricercatore del Cnr, il Centro nazionale delle ricerche, che in tali termini si è espresso in una rivista il mese scorso. All'indomani della decisione della giunta regionale di procedere con le opere di laminazione del medi o corso del Tagliamento, parte il contrattacco del partito contrario, che si fa forte anche di opinioni di di versi specialisti. Quello di Tozzi è solo l'ultimo di una serie, che era incominciata anni addi etro con l'ingegner Tockner e il collega italiano Cola. Ma in questa situazione non poteva mancare, oltre alla voce della scienza, quella della polemica dei comitati. «L'ultima delibera spiega l'associazione Acqua presenta due grosse anomalie: l'incarico al Magistrato delle acque, mentre fino a questo momento la competenza era dell'Autorità di Bacino; e il fatto che l'incarico preveda la progettazione di tute e tre le casse . È stato inoltre completamente di satteso il Piano stralcio per la messa in sicurezza del fiume, perché questo documento (approvato dal Consiglio dei ministri nel 2000) prevedeva la contestualità delle opere a valle, ovvero il riassetto del canale scolmatore Cavrato, di cui la Regione non fa più parola». Le casse , secondo gli ambientalisti, sono assurde perché pensate all'interno di un alveo molto ampio che funziona già da cassa naturale del fiume, e non servono. «Le vere cause delle esondazioni sono altre: il deposito ghiaioso, il rigurgito del mare alla foce, la mancanza di manutenzione del fiume e gi edi fici costruiti a ridosso degli argini, se non addi rittura dentro l'area golenale. Perciò le casse di espansione sono solo il pretesto per una surrettizia sicurezza a vale».
Cla.Ro.
LEGGI la delibera94kb
da Il Messaggero Veneto del 2 giugno 2007
Tagliamento, primo sì alle casse
Il via libera definitivo però è vincolato all'ottenimento del parere favorevole sulla valutazione di impatto ambientale
La giunta regionale ha approvato ieri il progetto preliminare
da Il Messaggero Veneto del 2 giugno 2007
I sindaci
<Provvedimento illlegittimo, ricorreremo all'Europa>
Ragogna
da Il Gazzettino Online di Sabato, 2 Giugno 2007
Nuovo passo della giunta regionale sull'iter tecnico delle opere per la laminazione delle piene nel medio corso del fiume
Casse sul Tagliamento, sì al progetto
La realizzazione dell'elaborato esecutivo sarà affidata al Magistrato alle Acque di VeneziaLa Giunta regionale ha approvato il progetto preliminare relativo alla realizzazione delle opere per la laminazione delle piene nel medi o corso del fiume Tagliamento. La Giunta ha anche approvato lo schema di un atto aggiuntivo di Accordo per l'assunzione da parte del Magistrato alle Acque di Venezia delle incombenze relative allo sviluppo della progettazione e alla conduzione dei lavori. Il Piano stralcio per la sicurezza idraulica del medi o e basso corso del Tagliamento, adottato a suo tempo dall'Autorità di Bacino e approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 agosto 2000, prevede quale intervento prioritario la realizzazione di opere di laminazione delle piene e, più precisamente, di tre casse di espansione lungo il medi o corso del fiume. Con l'Atto aggiuntivo, il Magistrato alle Acque si impegna ad assumere a proprio carico tutte le incombenze relative alla progettazione, alla conduzione dei lavori nonché ai compiti di responsabile della sicurezza per la progettazione esecutiva delle opere e degli interventi per la laminazione delle piene nel medi o e basso corso del fiume Tagliamento.
Trieste Avanti con le casse d'espansione sul fiume Tagliamento, stop ai rigassificatori nel Golfo di Trieste. Ieri la Giunta regionale ha provveduto ad approvare due atti relativi ad altrettante grandi opere che in Friuli Venezia Giulia di vidono l'opinione pubblica. Progetti complessi e delicati, di grande impatto ambientale, che avranno percorsi complessi.
VIA LIBERA.Innanzitutto, ieri è stato approvato - su proposta del vicepresidente e assessore ai Lavori pubblici, Gianfranco Moretton - il progetto preliminare relativo alla realizzazione delle opere per la laminazione delle piene nel medi o corso del fiume Tagliamento, redatto da un Raggruppamento temporaneo di imprese, subordi nato all'ottenimento di parere favorevole di Valutazione di impatto ambientale. Nel contempo è stato approvato anche lo schema di un atto aggiuntivo di Accordo fra pubbliche amministrazioni per l'assunzione da parte del Magistrato alle Acque di Venezia delle incombenze relative allo sviluppo della progettazione e alla conduzione dei lavori.RINUNCIA. La scelta di affidare l'incarico al Magistrato delle acque è stata presa in seguito alla rinuncia del raggruppamento aggiudi catario della progettazione. Infatti, in seguito ad alcune di fficoltà interne ai soggetti del raggruppamento, la capogruppo mandataria Technital spa ha fatto sapere che la Società Snam spa, subentrata nel frattempo alla Aquater spa, aveva formalmente espresso la volontà di svincolarsi da ogni impegno derivante dalla partecipazione del raggruppamento aggiudi catario.
SPESA. La spesa complessiva prevista ammonta a oltre 4 milioni e 100 mila euro. Il Piano stralcio per la sicurezza idraulica del medi o e basso corso del Tagliamento, adottato a suo tempo dall'Autorità di Bacino e approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 agosto 2000, prevede quale intervento prioritario la realizzazione di opere di laminazione delle piene e, più precisamente, di tre casse di espansione lungo il medi o corso del fiume. Data la complessità della materia e delle opere da progettare e realizzare, nel 2006 è stato sottoscritto un Accordo tra Regione e Magistrato alle Acque di Venezia - dotato della massima qualificazione ed esperienza nella realizzazione di grandi opere idrauliche - in base al quale il Magistrato stesso avrebbe fornito il proprio supporto per i necessari approfondi menti progettuali e coordi nato lo sviluppo delle progettazioni delle opere per la laminazione delle piene del Tagliamento e degli interventi complementari, assumendo a proprio carico le incombenze relative alla fase di realizzazione delle opere.
MANDATO.Il Magistrato alle Acque si impegna ad assumere a proprio carico tutte le incombenze relative alla progettazione, alla conduzione dei lavori nonché ai compiti di responsabile della sicurezza per la progettazione esecutiva delle opere e degli interventi per la laminazione delle piene nel medi o e basso corso del fiume Tagliamento. In particolare, per quanto attiene alla progettazione definitiva, intendendosi compresi in tale fase anche lo studi o di impatto ambientale e il modello fisico, essa sarà sviluppata all'interno della propria struttura, con ampia facoltà di avvalersi di specifiche professionalità esterne, commisurate alla specificità degli argomenti correlati alla progettazione, curando tutti gli aspetti necessari per poter soddi sfare i requisiti necessari all'acquisizione del parere favorevole di valutazione di impatto ambientale, nonché a sviluppare gli eventuali adeguamenti progettuali che dovessero rendersi necessari a seguito di prescrizioni e/o integrazioni che dovessero emergere in tale sede.
ALTERNATIVE. Già l'anno scorso la giunta ha previsto che lo studi o di impatto ambientale e di incidenza da prodursi deve contenere un compiuto vaglio ed approfondi mento delle possibili alternative progettuali, posto che l'accurata analisi delle soluzioni alternative risulta nevralgica rispetto alla produzione del consenso attorno alle opere progettate.
INOLTRE.Rimangono in carico alla Regione l'espletamento delle procedure autorizzative, l'approvazione del progetto definitivo, nonché il globale onere finanziario che avverrà tramite trasferimento di fondi al Magistrato alle Acque. Ad avvenuta acquisizione della positiva Via, il Magistrato alle Acque provvederà al completamento della progettazione definitiva, ivi compresa la realizzazione di "modello fisico" presso il proprio Centro Sperimentale per modelli idraulici di Voltabarozzo (Padova). Ad avvenuta formale approvazione, da parte della Regione, del progetto definitivo corredato dalla Via, il Magistrato alle Acque provvederà ad attivare le procedure di progettazione esecutiva e di appalto delle opere, nonché le incombenze relative a di rezione dei lavori e responsabile della sicurezza in fase di esecuzione, secondo la metodologia che sarà concordata tra i soggetti firmatari dell'Accordo.
RIGASSIFICATORI.La Giunta regionale ha esaminato i progetti dei due rigassificatori presentati rispettivamente dalla Società "Gas Natural Internacional Sdg Sa" per il sito di Zaule e dalla Società Terminal Alpi Adriatico per il centro del golfo di Trieste. Entrambi gli impianti sono oggetto di procedura di Via statale, che si conclude con un decreto del ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, di concerto con il ministro per i Beni e le Attività Culturali, e nella quale è prevista l'espressione di un motivato parere del presidente della Regione, su deliberazione della Giunta.
CARENZE PROGETTUALI. Nel corso della procedura la Regione ha provveduto ad acquisire i pareri dei Comuni interessati. Sulla base di quanto è emerso nel corso dell'istruttoria, già nel 2006 la Regione aveva chiesto al competente ministero di acquisire integrazioni progettuali volte a risolvere le problematiche emerse. Pur tenendo conto di quanto fornito in aggiunta dalle due società, il quadro documentale che ne deriva non ha consentito di superare le perplessità sull'impatto ambientale degli impianti.
NESSUN PARERE. La Giunta ha quindi ritenuto di non esprimere parere di compatibilità ambientale su entrambi i progetti, in quanto non è di mostrata l'assenza di pericoli per la salute umana e per l'ambiente, ed ha pertanto deciso di segnalare le carenze documentali e progettuali al ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare cui compete la Via in sede statale.
AVVERTENZE.Ciò anche in vista di eventuali integrazioni agli studi presentati, ritenendo di dover comunque prospettare al predetto ministero alcuni adempimenti e prescrizioni ritenuti imprescindi bili relativamente allo scarico delle acque fredde e clorate, in ordi ne agli indi spensabili monitoraggi ambientali per ambedue gli impianti e l'attenzione visiva per quanto riguarda il centro del golfo di Trieste ai riflessi turistici, soprattutto per la località di Grado. La Giunta regionale, qualora il ministero superasse le di fficoltà di ordi ne progettuale e ambientale, ritiene per il principio di precauzione di essere di sponibile a dare l'intesa per un solo impianto. Il presidente della Regione comunicherà al ministero questa posizione della Giunta regionale.
ANTONAZ.Contro la delibera sui rigassificatori ha votato l'assessore Roberto Antonaz. «Questo perchè - ha spiegato l'assessore di Rifondazione - la Giunta regionale si è fermata un millimetro prima di di re esplicitamente e chiaramente 'no' ai due impianti. Rilanciando la palla al Governo e ai ministeri dell'Ambiente e dei Beni e le attività culturali, la Giunta non ha voluto assumersi fino in fondo le resposnabiltià del 'no'».
REGIONI: FVG; TAGLIAMENTO, APPROVATO PIANO LAMINAZIONE PIENE
(ANSA) - TRIESTE, 1 GIUGNO - La Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato - su proposta del vicepresidente e assessore ai Lavori pubblici, Gianfranco Moretton - il progetto preliminare relativo alla realizzazione delle opere per la laminazione delle piene nel medio corso del fiume Tagliamento. La Giunta ha anche approvato lo schema di un atto aggiuntivo di Accordo fra pubbliche amministrazioni per l'assunzione da parte del Magistrato alle Acque di Venezia delle incombenze relative allo sviluppo della progettazione e alla conduzione dei lavori. La spesa complessiva prevista ammonta a oltre 4 milioni e 100 mila euro. Il Piano stralcio per la sicurezza idraulica del medio e basso corso del Tagliamento, adottato a suo tempo dall'Autorità di Bacino e approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 agosto 2000, prevede quale intervento prioritario la realizzazione di opere di laminazione delle piene e, più precisamente, di tre casse di espansione lungo il medio corso del fiume. Con l'Atto aggiuntivo, il Magistrato alle Acque si impegna ad assumere a proprio carico tutte le incombenze relative alla progettazione, alla conduzione dei lavori nonché ai compiti di responsabile della sicurezza per la progettazione esecutiva delle opere e degli interventi per la laminazione delle piene nel medio e basso corso del fiume Tagliamento. Rimangono in carico alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia l' espletamento delle procedure autorizzative, l'approvazione del progetto definitivo, nonché il globale onere finanziario che avverrà tramite trasferimento di fondi al Magistrato alle Acque. (ANSA).
da Il Messaggero Veneto del 21 e 24 maggio 2007
lettere in risposta a quelle di Adriano Rainis (consigliere comunale di Tolmezzo) del 21 e Pasquale D'Avolio del 24 maggio.DEMOCRAZIA La sovranità è del popolo
Ho letto la difesa d'ufficio da parte del consigliere comunale Ds di Tolmezzo, Adriano Rainis, contro le accuse di arroganza che da più parti vengono lanciate all'attuale amministrazione regionale. È la sua un'impresa disperata, perché, per i friulani, più che le parole contano le azioni. E il comportamento dell'esecutivo regionale è stato in questi anni sotto gli occhi di tutti.
Siamo nelle mani di persone che orientano le loro scelte confrontandosi solo con le varie categorie economiche, invece di ascoltare l'opinione dei cittadini come vorrebbe ogni buona prassi democratica. E quando i cittadini, sentendosi traditi dalle scelte dei loro rappresentanti, si organizzano in comitati per far sentire le loro ragioni, essi vengono da loro ignorati o trattati appunto in modo arrogante.
Io capisco Rainis quando tenta di difendere il proprio partito. Lo capisco un po' meno quando, nel fare ciò, attacca i vari comitati presenti sul territorio. Ora io credo che chi decide di dedicarsi alla politica debba ispirarsi non agli interessi del proprio partito, ma ai principi fondamentali della Costituzione repubblicana. Orbene, uno di questi principi dice a chiare lettere che «la sovranità appartiene al popolo».
Ora il popolo a ogni elezione dà un mandato ai propri rappresentanti. Ma se essi tradiscono il mandato ricevuto, il popolo ha il diritto di riprendersi la propria sovranità e cercare un'altra forma per tutelare i propri interessi. E i comitati presenti nella nostra regione sono parte di questo popolo.
Remo Brunetti
Cavazzo CarnicoDIBATTITO
Gli ascari della politica contro i comitatiCi riprova il diessino professor D'Avolio (l'intervento è stato pubblicato giovedì 24 maggio) a scendere in campo contro i, per lui maledetti, comitati operanti sul territorio. Ricordiamo bene come fosse già sceso in campo il giorno prima della grande manifestazione a Tolmezzo contro l'elettrodotto Pittini&endash;Fantoni, annunciando in un articolo dal titolo "A fianco dei carnici, ma usando la ragione" che lui alla manifestazione non avrebbe proprio partecipato standosene a casa, con la recondita speranza che la manifestazione fallisse. Ma, ahinoi, nessuno dei 1.500 partecipanti a quella grande manifestazione si accorse dell'assenza del professor D'Avolio: capita quando i partecipanti sono tantissimi e, ovviamente, non usano la ragione! Ma si dà il caso che quell'articolo uscì in concomitanza con il tentativo dell'assessore Sonego di far fallire quella manifestazione convocando solo due giorni prima della stessa i sindaci, dopo averli tenuti all'oscuro del progetto dell'elettrodotto. Spiacenti per Sonego e D'Avolio, ma la manifestazione fu un grande successo di partecipazione ed ebbe il merito di portare la questione dell'elettrodotto tra la gente, fuori delle segrete stanze istituzionali, dove sguazzano le lobby di certi industriali. Questa è democrazia! Ora, con un articolo di qualche giorno fa dal titolo "I comitati non possono sostituirsi alle istituzioni", il professor D'Avolio sale in cattedra e, dopo aver disturbato Mandeville ed Enrico Berlinguer per darsi qualche autorità intellettuale, espone tutto il suo stalinismo istituzionale, che lo porta a sferrare un volgare attacco ai comitati e ai «rappresentanti di questi comitati, pochi e ben individuati» che «Pretendono di sedere ai tavoli di concertazione senza avere nessun titolo democratico», insomma gente «(basta leggere i nomi)» che ha solo il 2-3% dei consensi elettorali (e se fossero quelli decisivi?) e che sa solo gridare! Guarda caso che anche questa volta la discesa in campo di D'Avolio contro i comitati è contemporanea agli autoritari atteggiamenti della giunta regionale sul cementificio, contro i Comuni, i comitati e la popolazione della Bassa friulana. È contemporanea all'attacco (che viatico per il Partito democratico!) del consigliere regionale diessino Petris alla Comunità montana della Carnia e al suo presidente diellino Not, accusato di essere &endash; come riportato sulla stampa locale &endash; «troppo disinvolto nell'offrire soldi non suoi» e, peccato mortale, «riceve e supporta i rappresentanti di quei comitati contro tutto e tutti che sono il semplicistico non fare. Promette loro attenzione e forse anche contributi». Di questo "supporto" i comitati non si sono accorti! Né tanto meno dei contributi: i comitati pagano di tasca propria! È quindi chiaro &endash; e i comitati già da tempo se ne sono accorti &endash; che in Carnia c'è uno sparuto manipolo di ascari della politica regionale, sofferenti di comitatofobia accecante, pronti a scendere in campo a difesa delle decisioni, giuste o sbagliate che siano, del principe della Regione, della sua corte e principalmente dell'assessore regionale di riferimento del proprio partito. Ci conforta il fatto che sono solo un manipolo, ma ci dispiace invece che i tanti altri del loro stesso partito tacciano e li lascino fare: sono forse d'accordo anche loro? Continui così, professor D'Avolio, a non voler capire che tutti questi comitati non vogliono sostituirsi alle istituzioni, ma bensì riempiono i crescenti vuoti lasciati liberi dalla crisi dei partiti, della politica e delle istituzioni, che non sanno e non vogliono dialogare con la popolazione, ritenendosi autoreferenziali. E sì che, se i partiti, la politica e le istituzioni facessero bene il proprio lavoro, i comitati sparirebbero da soli! Gli abitanti della Val del Lago, ai quali distribuiremo il suo articolo (con nostro commento), saranno entusiasti nello scoprire quella che lei definisce «felice coniugazione natura&endash;strutture viarie» dell'autostrada e del viadotto sul lago. Felice coniugazione che loro, vivendo (male!) sotto il viadotto, non erano riusciti a cogliere, forse perché privi di cultura estetica. Grati, la inviteranno a Somplago e a Mena perché possa sincerarsi in loco di tali bellezze! Grazie, professor D'Avolio, continui così e aprirà ampie distese alla proliferazione e al rafforzamento dei comitati, nei quali lavora tanta gioventù con l'entusiasmo che non trova nei partiti. Ma vi lavorano anche persone che per capacità ed esperienza non hanno nulla da imparare da lei: hanno creato industrie in quel Forni di Sotto che lei nomina negativamente, hanno ricostruito paesi dal terremoto mentre lei produceva parole, sono esponenti della cultura, sono imprenditori, sono persone che lavorano, che producono, che amano la propria terra e che svolgono attività nel sociale, non solo nei comitati. È gente che non ha la propensione a fare l'ascaro in politica. L'ascaro lo lasciano fare ad altri. Pensavamo che gli ascari, truppe abissine collaborazioniste, che il fascismo faceva sfilare a sua gloria sui Fori imperiali a Roma, fossero spariti con la caduta del regime. Ma la capacità di adattamento di ogni specie vivente è tale che ha prodotto una varietà autoctona carnica: forse per effetto degli incipienti cambiamenti climatici!
Franceschino Barazzutti già sindaco di Cavazzo Carnico
Gianni Nassivera già sindaco di Forni di Sotto
del Comitato tutela acque del bacino montano del Tagliamento__._,_.___
www.ccc5.altervista.org
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da Il Messaggero Veneto del 3 maggio 2007
Comitati dei no: ambiente, Illy ci ascolti
leggi 324Kb
da Il Gazzettino Online di Martedì, 1 Maggio 2007
DIGNANO Francescato dei Verdi: «Maglia nera in ecologia»
Dignano - Sic (Sito di interesse comunitario), direttiva 79 sugli uccelli selvatici in Friuli Venezia Giulia, rivisitazione del Piano di stralcio sulle casse di espansione per la messa in sicurezza del Tagliamento. Tutti argomenti d'attualità che sono oggetto di dibattimento per la salvagua